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lunedì 4 marzo 2019

Fanelli, Ciro (1964- ), vescovo

Ciro Fanelli
Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa (2017- )

Omnia propter evangelium

Blasonatura/descrizione
Troncato d’azzurro e d’argento: nel primo all’ombra di sole d’oro caricata del trigramma IHS di nero; nel secondo d’argento, al libro aperto al naturale caricato di una fiamma di rosso, alla bordura dello stesso caricata di dodici stelle (7) d’oro.

Lo stemma è così descritto nella pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it:
Nella parte alta dello stemma campeggia un sole con il trigramma IHS, IESUS HOMINUM SALVATOR, Gesù salvatore degli uomini. Tale simbolo è conosciuto con la dicitura di sole eucaristico in quanto, da sempre, il concetto della luce come identificazione del divino ricorre più volte nella Sacra Scrittura, come nel Benedictus: “…per cui verrà a visitarci un sole dall’alto…” (Lc 1,78). Una concettualità che fin da tempi antichi è ripresa in ambito liturgico attraverso le fattezze dell’ostensorio, sorta di reliquario a forma di sole raggiante, che racchiude l’Ostia consacrata nelle celebrazioni e processioni eucaristiche. A tal proposito è degno di menzione il riferimento al Congresso Eucaristico della Diocesi di Lucera-Troia, diocesi di origine del Vescovo, del 2004. In tale occasione venne effettuato un approfondito studio sugli ostensori custoditi nel museo diocesano e nelle chiese del luogo che sfociò in una dotta pubblicazione a riguardo.
Lo sfondo del sole è azzurro, colore simbolo della incorruttibilità della volta celeste, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.Nella parte bassa dello scudo troviamo il libro del Vangelo aperto su cui poggia una lingua di fuoco: è qui chiaro il riferimento al motto che sintetizza che tutto si incentra nel Vangelo; il Vangelo, la Parola rivelata è lo strumento di salvezza che Gesù annuncia e la fiamma richiama lo Spirito Santo che ravviva in noi la Fede come avvenne il giorno di Pentecoste per gli Apostoli e Maria.
Queste figure poggiano sull’argento, colore simbolo della trasparenza, quindi della Verità e della Giustizia, doti fondamentali che devono corredare quotidianamente lo zelo pastorale del Vescovo.
Lo scudo araldico è racchiuso da una “bordura” rossa, “caricata” con dodici stelle d’oro, chiaro riferimento alla Madonna come identificata nella Donna dell’Apocalisse: “…una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo…” (Ap 12,1).
La bordura è in rosso, il colore della Carità, dell’amore, del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio a versare il proprio sangue. Il martirio sublime di Gesù che ha Maria, la madre del Salvatore, come testimone diretto, una testimonianza su cui si articolerà la Chiesa dei primi Apostoli.

E così più sinteticamente nella pagina di it.wikipedia.org
Lo stemma è diviso in due parti: nella parte alta è presente il sole eucaristico, al centro del quale vi è il Cristogramma IHS, su uno sfondo di colore azzurro, che simboleggia l'incorruttibilità della volta celeste e l'ascesa dell'anima verso Dio; nella parte bassa è presente il libro del Vangelo aperto, sul quale è appoggiata una lingua di fuoco, che si riferiscono rispettivamente alla Parola annunciata da Gesù e allo Spirito Santo. Essi si trovano su uno sfondo argentato, che rappresenta la Verità e la Giustizia, doti importanti per un vescovo. Queste due parti sono chiuse da dodici stelle dorate, simbolo di Maria, su uno sfondo in rosso, colore della Carità e dell'amore.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di it.wikipedia.org

mercoledì 8 novembre 2017

Cozzi, Vincenzo (1926-2013), vescovo

Vincenzo Cozzi
Vescovo di Melfi e Rapolla (1981-1986)
1° Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa (1986-2002)
Vescovo emerito di Melfi-Rapolla-Venosa (2002-2013)

Superimpendar pro vobis

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
scheda di monsvincenzocozzi.it

Descrizione del motto e dello stemma dalla pagina di monsvincenzocozzi.it
Alla base dell’arma, questo è il nome della forma di scudo in cui si colloca il disegno, c’è il mare e sopra il disegno stilizzato dei monti. Si tratta della sua diocesi di origine, Policastro, dove si trova il mare e i monti, luogo iniziale del suo ministero. Poi la stella a sinistra, simbolo della Vergine Maria, alla quale il nostro era molto devoto. A destra l’immagine stilizzata del castello federiciano, simbolo di Melfi, la diocesi del suo ministero episcopale. La sua Sposa, come soleva dire. In alto il pellicano, antico simbolo di Cristo che si dona nell’Eucaristia, come cibo per l’umanità. Questo simbolo è stato scelto nella Tradizione della Chiesa in quanto, secondo la leggenda, il pellicano per nutrire i suoi piccoli, quando non ha altro, prende la carne del suo petto e la dona ai piccoli.. anche nell’inno eucaristico “Adoro te devote“, San Tommaso d’Aquino si rivolge a Cristo con l’invocazione “Pie pellicane, Jesu Domine“. Infine il fondo rosso, richiama l’Amore di Dio e l’amore del pastore per il suo popolo