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mercoledì 1 aprile 2020

Diocesi di Recanati e Loreto, poi Recanati-Loreto, poi Recanati

Diocesis Recinetensis et Lauretana

È dibattuta l'origine della diocesi di Recanati che comunque fu eretta  il 22 maggio 1240 da papa Gregorio IX, ricavandone il territorio dalla diocesi di Numana. L'erezione di Recanati era motivata dal fatto che Osimo aveva aderito all'imperatore Federico Barbarossa e ciò aveva indotto il papa a privare dell'onore episcopale la città osimana e di trasferirne i privilegi alla fedele Recanati.
Tuttavia nel 1263 la città aveva aderito al partito del re di Sicilia Manfredi in lotta col papato. Questo spinse papa Urbano IV a sopprimere la diocesi il 27 luglio 1263, annettendone il territorio a quello di Numana. L'anno successivo, il 13 marzo, lo stesso pontefice ripristinò la sede vescovile di Osimo e ribadì la soppressione della diocesi di Recanati. Quando i recanatesi ritornarono all'obbedienza papale, fu loro restituita la diocesi da papa Niccolò IV il 1º dicembre 1289. 
Nella notte fra il 9 ed il 10 dicembre 1294, durante l'episcopato di Salvo, avvenne come riporta la tradizione, la traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto, che allora faceva parte del territorio della diocesi di Recanati.
Nel frattempo la città e le sue autorità amministrative avevano aderito al partito dei ghibellini trovando un valido oppositore nel vescovo Federico, che parteggiava per i guelfi. Papa Giovanni XXII intervenne nel 1320, dapprima scomunicando i responsabili delle violenze contro il vescovo e sottoponendo la città ad interdetto ecclesiastico (1º ottobre) e poi, il 18 novembre, soppresse nuovamente la diocesi di Recanati ed eresse al suo posto quella di Macerata, il cui primo vescovo fu lo stesso Federico, trasferito da Recanati.
La vittoria del partito guelfo su quello ghibellino appianò le discordie e permise nuovamente l'erezione della diocesi di Recanati da parte di papa Innocenzo VI l'8 gennaio 1356; in questa occasione però il pontefice decise di unire aeque principaliter la sede recanatese con quella di Macerata.
Nel 1507 papa Giulio II sottrasse il santuario di Loreto alla giurisdizione del vescovo di Recanati e lo diede in amministrazione ad un governatore pontificio.
Il 7 gennaio 1516 le diocesi di Recanati e di Macerata furono nuovamente divise, anche se per un certo periodo furono amministrate congiuntamente dal cardinale Giovanni Domenico de Cupis. La divisione delle due sedi durò fino al 1571 quando l'unione fu ripristinata.
Il 17 marzo 1586 la diocesi di Recanati fu soppressa e contestualmente fu eretta la diocesi di Loreto, che ne incorporò il territorio. 
Su istanza degli abitanti di Recanati, papa Innocenzo IX decretò con una bolla del 19 dicembre 1591 il ristabilimento della diocesi di Recanati, ma morì il 29 dicembre senza poter dare attuazione alla sua decisione. Così spettò a papa Clemente VIII con una nuova bolla del 9 febbraio 1592 confermare l'erezione della diocesi e stabilirne l'unione aeque principaliter con quella di Loreto.
L'unione durò fino al 15 settembre 1934, quando papa Pio XI soppresse la diocesi di Loreto ed il suo territorio incorporato in quello di Recanati, ad eccezione della basilica lauretana che, in base agli accordi presi con il governo italiano nel 1929, fu data in amministrazione diretta alla Santa Sede; a ricordo dell'antica diocesi ai vescovi di Recanati fu concesso il titolo di Recanati-Loreto. Inoltre la bolla concesse al vescovo Aluigi Cossio l'utilizzo del pallio, già in uso in precedenza ai vescovi di Loreto, nel territorio della propria diocesi.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Ordinari di Recanati e Loreto

1592-1613: Benzoni, Rutilio
1613-1620: Galamini, Agostino, O.P.
1621-1634: Roma, Giulio
1634-1661: Panici, Amico

1666-1675: Cordella, Giacinto
1676-1682: Crescenzi, Alessandro, C.R.S.
1682-1689: Guarnieri, Guarnerio
1690-1692: Ferretti, Raimondo
1693-1727: Gherardi, Lorenzo
1727-1728: Bussi, Benedetto
1728-1746: Muscettola, Vincenzo Antonio Maria
1746-1749: Campagnoli, Giovanni Battista
1767-1787: Vecchioni, Ciriaco

1800-1806: Paoli, Felice
1807-1831: Bellini, Stefano
1855-1861: Magnani, Giovanni Francesco

1863-1867: Cardoni, Giuseppe
1867-1897: Gallucci, Tommaso
1898-1903: Giustini, Guglielmo
1903-1911: Ranuzzi de' Bianchi, Vittorio Amedeo
1911-1923: Andreoli, Alfonso
-1922-1926: Leopardi, Monalduzio, coadiutore
1923-1934: Cossio, Aluigi

Ordinari di Recanati(-Loreto), poi di Recanati

1934-1955: Cossio, Aluigi
1955-1968: Baroncelli, Emilio

1976-1985: Carboni, Francesco Tarcisio

Prelatura territoriale di Loreto, già diocesi

Praelatura territorialis ab Alma Domo Lauretana

La prelatura territoriale di Loreto è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo appartenente alla regione ecclesiastica Marche.
Fino al 1586 Loreto faceva parte del territorio della diocesi di Recanati. Il luogo crebbe d'importanza dopo che, secondo la tradizione, nella notte fra il 9 ed il 10 dicembre 1294, durante l'episcopato di Salvo, avvenne la traslazione delle reliquie della Santa Casa di Nazareth nella cittadina marchigiana.
Il 17 marzo 1586 papa Sisto V elevò Loreto al grado di città e diocesi e soppresse la diocesi di Recanati. Il 9 febbraio 1592 la diocesi di Recanati fu ristabilita da papa Clemente VIII ed unita aeque principaliter a quella di Loreto.
Il 15 settembre 1934 papa Pio XI, dando attuazione al concordato del 1929, soppresse la cattedra vescovile di Loreto, incorporando il suo territorio in quello di Recanati, ad eccezione del santuario lauretano che fu posto sotto la diretta autorità della Santa Sede.
L'11 ottobre 1935 venne estesa la giurisdizione dell'Amministratore Pontificio al territorio della città di Loreto. Due sono stati gli amministratori pontifici: Francesco Borgongini Duca e Primo Principi, entrambi residenti in Roma, rappresentati a Loreto da due vicari, Gaetano Malchiodi (1935-1960) ed Angelo Prinetto, (1961-1965).
Infine, il 24 giugno 1965, papa Paolo VI soppresse l'Amministrazione Pontificia e creò la Delegazione Pontificia per il Santuario di Loreto e la Prelatura della Santa Casa, istituendo nello stesso tempo la cattedra vescovile nella basilica.
L'11 marzo 2000 la prelatura, fino allora immediatamente soggetta alla Santa Sede, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
sito ufficiale

Ordinari della diocesi

1586        : Cantucci, Francesco
1586-1592: Benzoni, Rutilio

Amministratori pontifici

- 1935-1960: Malchiodi, Gaetano, vicario
1956-1965: Principi, Primo
- 1961-1965: Prinetto, Angelo, vicario

Prelati

1965-1971: Sabattani, Aurelio
1971-1988: Capovilla, Loris
1988-1996: Macchi, Pasquale
1996-2005: Comastri, Angelo
2005-2007: Danzi, Giovanni
2007-2017: Tonucci, Giovanni
2017-       : Dal Cin, Fabio

domenica 30 giugno 2019

Diocesi di Biella

Diocesis Bugellensis

La diocesi di Biella fu eretta da papa Clemente XIV nel 1772 su proposta del re Carlo Emanuele III che aveva istituito l'omonima provincia civile. Soppressa dal governo napoleonico nel 1803 fu ristabilita da papa Pio VII nel 1817.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hirarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
sito ufficiale

Ordinari

1772-1796: Viancini, Giulio Cesare
1797-1803: Canaveri, Giovanni Battista, C.O.

1818-1828: Bollati, Bernardino, O.F.M.Obs.
1829-1832: Tadini, Placido Maria, O.C.D.
1833-1873: Losana, Giovanni Pietro
1873-1885: Leto, Basilio
1886-1901: Cumino, Domenico
1901-1906: Gamba, Giuseppe
1906-1912: Masera, Giovanni Andrea
1912-1917: Serafino, Natale
1917-1936: Garigliano, Giovanni
1936-1972: Rossi, Carlo
1972-1986: Piola, Vittorio
1986-2001: Giustetti, Massimo
2001-2018: Mana, Gabriele
2018-       : Farinella, Roberto

domenica 23 giugno 2019

Arcidiocesi di Ancona e Numana, quindi Ancona

Archidiocesis Anconitana et Numanensis

La prima testimonianza storica dell'esistenza di una sede vescovile anconitana è una lettera di papa Gelasio I (492-496), scritta ai vescovi Massimo ed Eusebio, perché si occupassero dell'illecito che avrebbe commesso il vescovo anconitano, di cui non è fatto il nome, accusato dal vescovo della ecclesia Camiscana (probabilmente Camerino), di aver occupato alcune parrocchie sotto la sua giurisdizione.Il primo vescovo di cui si conosce con certezza il nome è san Marcellino, vissuto verosimilmente nel VI secolo, di cui parla Gregorio Magno nei suoi Dialoghi (circa 593-594). 
Nel 1419 papa Martino V decise di unire alla diocesi di Ancona quella di Numana (detta anche Umana) e la diocesi prese il nome di diocesi di Ancona e Umana. Tuttavia, diversamente dal solito, l'unione delle due diocesi non fu aeque principaliter e Numana non conservò nessuna prerogativa vescovile, anzi la sua cattedrale fu ridotta a semplice parrocchia. Nei secoli successivi i vescovi di Ancona tralasciarono il titolo di vescovi di Umana, fino a quando il 22 aprile 1747 papa Benedetto XIV impose loro con una bolla di adottare il doppio titolo.
Il 14 settembre 1904 la sede fu elevata al rango di arcidiocesi honoris causa immediatamente soggetta alla Santa Sede. Il 15 agosto 1972 fu ulteriormente elevata ad arcidiocesi metropolitana da papa Paolo VI e le furono assegnate come suffraganee le diocesi di Osimo e di Jesi.
Il 28 settembre 1972, Carlo Maccari, già arcivescovo di Ancona e Numana, fu nominato anche vescovo di Osimo, che da otto anni era priva del suo pastore, unendo così in persona episcopi le tre sedi.
Il 5 luglio 1975 fu soppresso il vetusto titolo di Numana; l'arcidiocesi assunse così la denominazione di arcidiocesi di Ancona, mentre Numana contestualmente divenne una sede titolare vescovile.
Il 30 settembre 1986 è stata stabilita la plena unione delle diocesi di Ancona e Osimo e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale di Ancona-Osimo, mantenendo la dignità metropolitica.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Ordinari di Ancona e Numana

[...]
1484-1502: Benincasa, Benincasa de'
1502-1505: Sacco, Giovanni, amministratore apostolico
1505-1514: Accolti d'Arezzo, Pietro
1514-?      : Accolti, Francesco
1520-1522: Luparo, Rufino, O.Min.
1523-1538: Baldovinetti, Baldovinetto de'
1538         : Farnese, Alessandro, amministratore apostolico
1538-1550: Ghianderoni, Girolamo, amministratore apostolico
1550-1556: Lucchi, Gian Matteo
1556-1585: Lucchi, Vincenzo
1585          : Farnese, Alessandro, amministratore apostolico (II)
1585-1615: Conti, Carlo
1616-1622: Savelli, Giulio
1622-1657: Galli, Giovanni Luigi

1666-1698: Conti, Giannicolò

1700-1709: Aste, Marcello d'
1727-1731: Lambertini, Prospero Lorenzo (poi papa Benedetto XIV)
1731-1745: Massei, Bartolomeo
1746-1762: Mancinforte, Niccolò
1763-1766: Acciaiuoli, Filippo

1785-1800: Ranuzzi, Vincenzo
1800-1806: Passari, Francesco Saverio, amministratore apostolico

1816-1822: Riganti, Nicola
1838-1851: Cadolini, Antonio Maria, B.
1879-1906: Manara, Achille
1906-1929: Ricci, Giovanni Battista

1931-1940: Giardini, Mario, B.
1940-1945: Dalla Pietra, Marco Giovanni, O.F.M.
1945-1966: Bignamini, Egidio
1967-1968: Tinivella, Felicissimo Stefano, O.F.M.
1968-1975: Maccari, Carlo

Ordinari e ausiliari di Ancona

1975-1986: Maccari, Carlo
- 1975-1978: Serfilippi, Oscar, OFMConv. vescovo ausiliare

lunedì 25 febbraio 2019

Diocesi di Sarsina

Dioecesis Sarsinatensis

Incerte sono le origini della chiesa sarsinatese. Tradizionalmente la sua fondazione è attribuita al IV secolo, epoca in cui avrebbe vissuto il protovescovo san Vicinio.
Di molti onori, privilegi e concessioni fu arricchita la Chiesa di Sarsina dall'imperatore Corrado II nel 1026, all'epoca del vescovo Uberto I. Nel 1220 l'imperatore Federico II concesse al vescovo Alberico e ai suoi successori il dominio feudale e temporale su oltre settanta castella e pagi del territorio.
Negli anni del dominio napoleonico la diocesi di Sarsina fu soppressa dall'autorità civile, ma fu ristabilita con la caduta del governo francese.
Il 28 agosto 1824 la sede di Sarsina, a causa della povertà della mensa episcopale, fu unita a quella di Bertinoro. L'unione, problematica soprattutto per la difficoltà di comunicazione tra le due sedi, fu revocata attorno al 1872, quando la diocesi di Sarsina tornò ad avere un proprio vescovo.
Il 1º maggio 1976 Augusto Gianfranceschi, vescovo di Cesena, fu nominato anche vescovo di Sarsina, unendo così in persona episcopi le due sedi.
Il 30 settembre 1986 fu stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome di Cesena-Sarsina.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikiedia.org


Cronotassi dei vescovi

[...]
1386-1395: Matteucci Accorselli, Benedetto, O.P.
1395-1398: Giacomo da Sanseverino, Betl.
1398-1445: Negusanti, Gianfilippo, Betl.
1445-1449: Daniele di Arluno, C.R.S.A.
1449-1451: Farinata, Mariano
1451-1474: Pellicani, Fortunato
1474-1503: Monaldo, Antonio
1503-?      : Corvara, Galeazzo
1523-?      : Corvara, Giovanni Antonio
1524-1530: Alessandrini, Raffaele, O.F.M.
1530-1580: Rotelli, Lelio Pio
1580-1580/81: Rotelli, Leandro
1581-1600: Peruzzi, Angelo
1602-1632: Brauzi, Nicolò
1632-1634: Panico, Amico
1635-1646: Bovio, Carlo
1646-1657: Righini, Cesare
1658-1659: Gaetano, Francesco
1661-1677: Martinotti, Federico
1678-1682: Crisolini, Francesco

1685-1689: Marchesi, Bernardino

1699-1718: Braschi, Giovanni Battista

1733-1749: Vendemini, Giambernardino
1749-1760: Colbetti, Giovanni Paolo
1760-1787: Mami, Giovanni Battista
1787-1814: Casali, Nicola

1817-1818: Monti, Carlo
1818-1822: Balducci, Pietro

1872-1880: Masacci, Tobia
1880-1891: Mattei-Gentili, Dario
1892-1897: Graziani, Enrico
1898-1910: Riccardi, Domenico
1911-1916: Giambro, Eugenio
1916-1922: Riccardi, Ambrogio
1922-1930: Scarante, Antonio
1931-1944: Pallaroni, Teodoro
1945-1948: Stoppa, Carlo
1949-1953: Bianchieri, Emilio
1953-1976: Bandini, Carlo
1976-1977: Gianfranceschi, Augusto
1977-1986: Amaducci, Luigi

Diocesi di Cesena-Sarsina

Dioecesis Caesenatensis-Sarsinatensis

La diocesi di Cesena-Sarsina è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna-Cervia, appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. 
Già unite in persona episcopi dal 1° maggio 1976, il 30 settembre 1986 fu stabilità la plena unione delle due diocesi di Cesena e di Sarsina in una nuova circoscrizione ecclesiastica che ha assunto il nome attuale.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.beweb.chiesacattolica.it


Cronotassi dei vescovi

1986-1990: Amaducci, Luigi
1991-2003: Garavaglia, Lino Esterino, O.F.M.Cap.
2003-2010: Lanfranchi, Antonio
2010-       : Regattieri, Douglas

Diocesi di Cesena

Dioecesis Caesenatensis

Secondo la tradizione, la diocesi di Cesena fu eretta nel I secolo. La cronotassi tradizionale riporta un lungo elenco di vescovi, sulla cui esistenza storica o sulla cui attribuzione alla sede cesenate molti dubbi sono stati sollevati. Primi vescovi storicamente documentati sono quelli che la cronotassi tradizionale chiama Natale II e Concordio II, menzionati nelle lettere di Gregorio Magno, tra la fine del VI secolo e gli inizi del VII.
Nel 1159 papa Alessandro III confermò tutti i privilegi, i possedimenti e le giurisdizioni della Chiesa di Cesena, e pose la diocesi sotto l'immediata soggezione della Santa Sede. Dal XVI secolo Cesena entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ravenna.
Il 1º maggio 1976 Augusto Gianfranceschi, vescovo di Cesena, fu nominato anche vescovo di Sarsina, unendo così in persona episcopi le due sedi.
Il 30 settembre 1986 fu stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome di Cesena-Sarsina.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
Edoardo Turci - Giulio Zamagni, I vescovo di Cesena e i loro stemmi. Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio, Rimini, Società editrice Il Ponte Vecchio, 2007, pp. 88-89




Organismi



Cronotassi dei vescovi

[...]
1398-1405: Giacomo dei Saladini
1406-1419: Malesardi, Gregorio, O.P.
1419-1425: Vittore di Rimini, O.S.A.
1425-1431: Ferrante, Paolo
1431-1435: Agostino de Favaroni, O.E.S.A., amministratore apostolico

1435-1475: Malatesta, Antonio
1475         : Camisati, Domenico

1475-1486: Venturelli, Giovanni
1487-1504: Menzi, Pietro
1504-1510: Santori, Fazio Giovanni
1510-1556: Spiriti, Cristoforo
- 1545-1556: Spiriti, Giovanni Battista, vescovo coadiutore
1556-1557: Spiriti, Giovanni Battista
1557-1587: Gualandi, Odoardo
1588-1609: Gualandi, Camillo
1609-1622: Tonti, Michelangelo
1622-1623: Sacrati, Francesco
1623-1628: Campeggi, Lorenzo
1629-1653: Bonaventura, Pietro

1655-1677: Macellino, Flaminio
1677-1679: Fantuzzi, Giacomo
1680-1686: Orsini, Pietro Francesco, O.P. (poi papa Benedetto XIII)
1687-1697: Denhoff, Jan Kazimierz
1697-1716: Fontana, Giovanni
1716-1717: Battaglini, Marco Battista
1718-1725: Guicciardi, Francesco Saverio
1725-1734: Orsi, Giovanni Battista, C.O.
1734-1763: Orselli, Guido
1763-1791: Aguselli, Francesco

1795-1808: Bellisomi, Carlo

1816-1821: Castiglioni, Francesco Saverio Maria Felice (poi papa Pio VIII)
1822-1838: Cadolini, Antonio Maria, B.
1838-1848: Castracane degli Antelminelli, Innocenzo
1848-1860: Orfei, Enrico
1860-1867: Moretti, Vincenzo

1871-1881: Bentini, Paolo
1882-1887: Strocchi, Giovanni Maria
1888-1904: Vespignani, Alfonso Maria
1904-1914: Cazzani, Giovanni
1915-1926: Berdini, Fabio
1927-1938: Archi, Alfonso
1939-1946: Socche, Beniamino
1946-1954: Gili, Vincenzo
1955-1956: Amici, Giuseppe
1957-1977: Gianfranceschi, Augusto
1977-1986: Amaducci, Luigi

giovedì 31 gennaio 2019

Arcidiocesi di Ferrara

Archidioecesis Ferrariensis

La sede di Ferrara ha origine dalla più antica diocesi di Voghenza. Con molta probabilità il cristianesimo è arrivato a Voghenza dalla vicina Ravenna grazie ai numerosi scambi commerciali che, per via fluviale. Secondo la tradizione il primo vescovo di Voghenza fu Oltrando (o Otrado) attorno al 330, vescovo che fu ordinato da papa Silvestro I. La cronotassi episcopale fa succedere al protovescovo tali Giulio (331) e Leone (364). Notizie più certe si hanno circa il vescovo Costanzo, al quale scrisse lo stesso sant'Ambrogio in occasione della morte del vescovo di Imola.
La diocesi, originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di Milano, nella prima metà del V secolo entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ravenna. Così nel 442 fu il metropolita di Ravenna, san Pietro Crisologo, che consacrò il vescovo Marcellino.
Ultimo vescovo di Voghenza fu Maurelio (o Maurilio) nel 644. A questo punto la diocesi fu trasferita più a nord, in una terra più sicura rispetto alle incursioni barbariche e anche a causa della persecuzione portata avanti dallo scismatico Mauro, arcivescovo di Ravenna. La sede fu dapprima trasferita a Ferrariola (Forum Alieni in latino, detta anche "Babilonia"), dove fu costruita una cattedrale dedicata a san Giorgio (San Giorgio Transpadano). Tuttavia i vescovi continuarono a portare il titolo di Voghenza per altri tre secoli: risale al 965 il primo documento in cui un vescovo si intitola Episcopus Ferrariensis. Per tutto il resto del X secolo si alternano nelle intestazioni il vecchio e il nuovo titolo.
All'inizio del XII secolo durante l'episcopato di Landolfo la sede vescovile fu trasferita ancora più a nord, sulla riva opposta del Po di Volano, dove fu edificata l'attuale cattedrale, anch'essa dedicata a san Giorgio, consacrata nel 1135. Nello stesso periodo la diocesi si sottrasse alla giurisdizione metropolitica dell'arcivescovo di Ravenna, ottenendo nel 1106 da papa Pasquale II la bolla di esenzione, confermata da altre due bolle di papa Innocenzo II del 1133 del 1139.
Nel 1735 papa Clemente XII elevò la sede al rango di arcidiocesi e nel 1803, in forza del concordato fra Napoleone Bonaparte e papa Pio VII, a sede metropolitana e le furono date come suffraganee le diocesi di Adria, di Comacchio, di Mantova e di Verona.
Nel 1815 il Congresso di Vienna sottrasse a Ferrara le suffraganee a nord del Po e anche la diocesi di Comacchio ritornò nella provincia ecclesiastica di Ravenna. Ferrara si trovò così a non avere più diocesi suffraganee; negli Annuari Pontifici di fine secolo è segnalata come immediatamente soggetta alla Santa Sede.
Dal 1908 al 1920 gli fu unita la sede di Comacchio dal 1908 al 1920. Con la stessa fu unita in persona episcopi dal 1976. Nello stesso anno Ferrara perse la dignità metropolitica, pur mantenendo il titolo arcivescovile, e divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna. 
Nel 1986 fu stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome di Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org


Ordinari

[...]
1431-1446: Tavelli, Giovanni, C.A.S.H., beato
1446-1460: Legname, Francesco dal
1460-1474: Roverella, Lorenzo
1474-1494: Della Rovere, Bartolomeo
1494-1503: Borja Llançol de Romaní, Juan de
1503-1520: Este, Ippolito d', amministratore apostolico
1520-1550: Salviati, Giovanni, amministratore apostolico
1550-1563: Este, Luigi d', amministratore apostolico
1563-1577: Rossetti, Alfonso
1578-1590: Leoni, Paolo
- 1586-1587: Panigarola (o Panicarola), Francesco, O.F.M.Obs., vescovo ausiliare
1590-1611: Fontana, Giovanni
1611-1627: Leni, Giambattista
1628-1637: Magalotti, Lorenzo
1655-1663: Pio di Savoia, Carlo
1663-1669: Donghi, Giovanni Stefano
1670-1690: Cerri, Carlo
1690-1691: Durazzo, Marcello

1696        : Tarugi, Domenico
1696        : Cenci, Baldassarre
1698-1701: Paolucci, Fabrizio
1701-1717: Verme, Taddeo Luigi dal
1717-1738: Ruffo, Tommaso
1738-1740: Elci, Raniero d'
1740-1743: Barberini, Bonaventura, O.F.M.Cap.
1743-1746: Crispi, Girolamo

1773-1777: Giraud, Bernardino
1777-1800: Mattei, Alessandro
1800-1807: Mattei, Alessandro, amministratore apostolico
1807-1822: Fava Ghislieri, Paolo Patricio
1823-1826: Odescalchi, Carlo
1826-1834; Filonardi, Filippo
1877-1893: Giordani, Luigi
1893-1896: Mauri, Egidio, O.P.
1896-1900: Respighi, Pietro
1900-1919: Boschi, Giulio
1919-1929: Rossi, Francesco
1929-1954: Bovelli, Ruggero
1954-1976: Mosconi, Natale
1982-1986: Maverna, Luigi

Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio

Archidioecesis Ferrariensis-Comaclensis

L'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. 
Unite in persona episcopi dal 1976, nel 1986 fu stabilita la plena unione delle due sedi di Ferrara e di Comacchio e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Il titolo di abate di Pomposa concesso dal 1964 al vescovo di Comacchio è stato trasferito all'arcivescovo della nuova circoscrizione.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
scheda di www.beweb.chiesacattoloica.it
sito ufficiale

Nel sito dell'Archidiocesi e in alcuni alcune comunicazioni in cui essa figura (vedi ad esempio la pagina di www.ferraragesci.it oppure la pagina di ilmantellopomposa.it), compare uno stemma in alcuni elementi simile a quello dell'Arcivescovo Luigi Negri e che si può cos' blasonare/descrizione
[?] Interzato in pergola: nel 1° di ... al bastone pastorale di ... in sbarra accollato da una mitra vescovile di ...; nel 2° di ... al drago con la testa rivolta, d’oro (?), trafitto da una lancia con l’asta cimata da un pomo crocettato, il tutto d’argento (?); nel 3° di ... ai due rami di palma d’oro (?), decussati in punta e racchiudenti tre stili da scrittura d’argento (?) posti a ventaglio

Ordinari


1986-1995: Maverna, Luigi
1995-2003: Caffarra, Carlo
2004-2012: Rabitti, Paolo
2012-2017: Negri, Luigi
2017-       : Perego, Gian Carlo

lunedì 15 ottobre 2018

Diocesi di Faenza-Modigliana

Diocesis Faventina-Mutilensis

La diocesi di Faenza-Modigliana è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna e appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. 
Documenti storici attestano la presenza al sinodo romano del 313 di un vescovo Constantius a Faventia: è questa la data più antica a cui si può far risalire la diocesi di Faenza, anche se è legittimo pensare che il cristianesimo fosse organizzato in diocesi già nel III secolo. Nello stesso sinodo romano viene citato un Sanctus Sabinus come predecessore di Costanzo. Suffraganea dell'arcidiocesi di Milano durante il IV secolo, la diocesi passò poi alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ravenna, dopo che questa nel 402 divenne capitale dell'Impero Romano.
In un anno imprecisato dopo il 1099 papa Pasquale II, che ben conosceva il territorio essendo nato nell'Appennino forlivese, sottrasse Faenza dalla giurisdizione metropolitica di Ravenna, alla quale fu restituita il 7 agosto 1119 da papa Gelasio II.
Nel corso dell'Ottocento, la diocesi subì importanti trasformazioni. Il 7 luglio 1850 papa Pio IX eresse la diocesi di Modigliana, il Castrum Mutilum citato da Livio, sottraendo a Faenza la parte meridionale del suo territorio. Dapprima fu suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna, poi dell'arcidiocesi di Firenze.
Nel 1853 ancora Pio IX rese la sede di Faenza suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna.
Per la piccolezza della diocesi, già nella prima parte del Novecento Modigliana fu unita nella persona del vescovo Ruggero Bovelli alla diocesi di Faenza (negli anni 1924-1929). Il 31 agosto 1976 con il vescovo Marino Bergonzini le due diocesi sono state nuovamente unite in persona episcopi.
Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it 
sito ufficiale


Cronotassi dei vescovi


Vescovi di Faenza

[...]
1383-1391: Ricasoli, Angelo,
1391-1402: Orso da Gubbio, O.S.B.
1402-1406: Ubertini, Niccolò,
1406-1411: Pietro da Pago, O.F.M.
1412-1428: Della Casa, Silvestro,
1428-1438: Giovanni da Faenza, O.F.M.Conv.
1438-1454: Zanelli (O Zannoni), Francesco, O.S.M.
1455-1457: Terma, Giovanni, O.S.M.
1458-1463: Stampetti, Alessandro,

1463-1471: Gandolfi, Bartolomeo,
1471-1478: Manfredi, Federico,
1478-1510: Canonici, Battista de', O.S.B.

- 1478-?      : Missiroli, Rodolfo, antivescovo
1510-1528: Pasi, Giacomo
1528         : Gambari, Pier Andrea,
1528-1544: Pio, Rodolfo,
1544-1561: Pio, Teodoro,
1562-1575: Sighicelli, Giovanni Battista,
1575-1585: Grassi, Annibale,
1585-1602: Grassi, Gian Antonio,
1603-1605: Biandrate di San Giorgio Aldobrandini, Giovanni Francesco

1605-1618: Valenti, Erminio
1618         : Morani di Santa Sofia, Ilario, O.S.B.Vall., vescovo eletto
1618-1623: Monterenzi, Giulio
1623         : Gozzadini, Marco Antonio,
1623-1643: Cennini de' Salamandri, Francesco
1643-1681: Rossetti (o Roscetti), Carlo
1682-1686: Pignatelli di Spinazzola, Antonio (poi papa Innocenzo XII)
1687-1697: Negroni, Giovanni Francesco
1697-1710: Durazzo, Marcello
1710-1726: Piazza, Giulio
1726-1729: Cervioni, Tommaso, O.S.A.
1729-1742: Lomellini (o Lomellino), Niccolò Maria, C.R.S.
1742-1767: Cantoni, Antonio
1767-1787: Buoi, Vitale Giuseppe de'
1787-1805: Mancinforte, Domenico
1807-1826: Bonsignori, Stefano
1827-1826: Tanara, Giovanni Niccolò,
1832-1867: Folicaldi, Giovanni Benedetto,

1871-1884: Pianori, Angelo, O.F.M.Obs.
1884-1912: Cantagalli, Gioacchino
1912-1924: Bacchi, Vincenzo,

1924-1929: Bovelli, Ruggero
1930-1944: Scarante, Antonio

- 1943-1944: Battaglia, Giuseppe, vescovo coadiutore
1944-1976: Battaglia, Giuseppe
- 1968-1970: Ravagli, Antonio, vescovo ausiliare
- 1970-1976: Bergonzini, Marino, vescovo coadiutore
1976-1982: Bergonzini, Marino
1982-1986: Bertozzi, Francesco Tarcisio


Vescovi di Modigliana

1853-1865: Melini, Mario

1871-1895: Giannotti, Leonardo, O.F.M.Ref.
1895-1907: Mei, Sante,
1908-1914: Capotosti, Luigi,
1915-1929: Bovelli, Ruggero
1931-1960: Massimiliani, Massimiliano
- 1959-1960: Ravagli, Antonio, vescovo coadiutiore
1960-1970: Ravagli, Antonio
1970-1982: Bergonzini, Marino
1982-1986: Bertozzi, Francesco Tarcisio,



Vescovi di Faenza-Modigliana

1986-1996: Bertozzi, Francesco Tarcisio,
1997-2003: Castellani, Italo Castellani
2004-2015: Stagni, Claudio,
2015-        : Toso, Mario, S.D.B.