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venerdì 11 febbraio 2022

Morandi, Giacomo (1965- ), arcivescovo

Giacomo Morandi
Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, 2017-2022
Arcivescovo, Vescovo titolare di Cerveteri, 2017-2022
Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, 2022-

Domine tu omnis scis

Blasonatura/descrizione
Lo stemma dell’Arcivescovo Giacomo Morandi si compone di quattro parti con al centro – in cuore – la croce di San Geminiano patrono principale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola e con i colori caratteristici – giallo e blu – della città di Modena.
Nel primo riquadro il Libro aperto della Parola di Dio al quale ogni credente attinge per avere luce e forza per camminare secondo la volontà di Dio. Colui che è chiamato ad essere pastore del popolo di Dio è il primo uditore e servo di questa Parola vero e autentico nutrimento del popolo a lui affidato.
A fianco del Libro, un Gufo i cui occhi grandi gli permettono di vedere anche e soprattutto nella notte. È il simbolo di colui che vigilia – del monaco – che nella contemplazione orante della Parola riesce ad intuire la volontà del suo Signore, acquisisce quella sapienza del cuore che non è semplicemente il frutto del suo studio e della sua competenza, ma dono che scaturisce dall’intimità e dall’amicizia con il Signore Gesù Cristo al quale ha consegnato la sua vita. Ogni credente è chiamato a questa intimità che gli dischiude il significato della sua esistenza e lo rende capace anche nella notte della prova, di intravedere le tracce e i segni della presenza del Risorto.
Nel terzo riquadro a sinistra la Stella simbolo della Vergine Maria che ha accolto e meditato nel suo cuore la Parola divenendo Madre. In lei Madre di Cristo, ogni discepolo ha il modello permanente di come ci si pone nei confronti della Parola di Dio: una Parola accolta e meditata che riempie di fecondità e benedizione la vita di ogni battezzato.
Infine, nel quarto riquadro la barca con una rete con sette pesci. È l’immagine della Chiesa inviata ad evangelizzare. I sette pesci esprimono pienezza e universalità. La scena evangelica a cui si allude è quella descritta in Gv 21. I discepoli guidati da Pietro ritornano senza aver preso nulla, il Signore risorto va loro incontro e li invita ad uscire di nuovo a pescare e questa volta la pesca è sovrabbondante. Il racconto ha un’intensa coloritura eucaristica. Il Signore risorto visita la sua Chiesa in ogni Eucaristia celebrata: è da questo incontro che la Chiesa trae la fecondità della sua missione e la certezza che è il Signore a guidare la sua Chiesa che mai rimane orfana e sola.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.diocesi.re.it

Fonti immagini
pagina di www.diocesi.re.it

venerdì 3 aprile 2020

Gibertini, Giovanni Paolo, O.S.B.Subl. (1922-2020), abate, vescovo

Giovanni Paolo Gibertini
Congregazione sublacense dell'Ordine di San Benedetto
Abate di San Giovanni Evangelista di Parma (1979-1983)
Vescovo di Ales e Terralba (1983-1986)
Vescovo di Ales-Terralba (1986-1989)
Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla (1989-1998)
Vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla (1998-2020)

Quaerere Deum

Blasonatura/descrizione

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di commons.wikimedia.org

domenica 26 novembre 2017

Ghizzoni, Lorenzo (1955- ), vescovo, arcivescovo

Lorenzo Ghizzoni
Vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla (2006-2012)

Vescovo titolare di Ottana (2006-2012)
Arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia (2012- )

In sapientia crucis pax

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it

domenica 15 ottobre 2017

Camisasca, Massimo, F.S.C.B. (1946- ), vescovo

Massimo Camisasca
Superiore generale, 1999-2012
Vescovo di Reggio Emilia-Gustalla, 2012-2022
Vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla, 2022-

Opus iustitiae pax

Blasonatura/descrizione
Di rosso, all'albero della quercia al naturale, fondato su un mare di azzurro, ondato d'argento e accompagnato nel canton destro del capo della stella de otto raggi, d'oro.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.diocesi.re.it

Descrizione della pagina di www.diocesi.re.it
Lo stemma – spiega monsignor Massimo Camisasca – riprende quello della Fraternità san Carlo. Al centro sta un albero. Una quercia. Di essa parlano il salmo primo e il profeta Geremia: benedetto l’uomo che confida nel Signore. Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici. La stella indica Cristo, luce dei popoli. Così come lo ha chiamato il Concilio Vaticano II, riprendendo Isaia. La stella è anche Maria, che noi preghiamo spesso con l’Ave maris stella. Il motto è un’espressione del profeta Isaia – Opus iustitiae pax, frutto della giustizia sarà la pace (Is 32,17) – che ho scelto per molte ragioni. La prima, perché mi sembra riassuntiva di tutto quanto l’Antico e il Nuovo Testamento. La storia di Israele è una ricerca della giustizia, una sete di essa. Sete di quella giustizia che nasce dal rapporto vero con Dio, per l’uomo e per il mondo. Tale giustizia, da cui nasce la pace – cioè la comunione – è solo opera di Dio. A lui dobbiamo chiederla, da lui implorarla. Giustizia e pace sono anche e soprattutto due espressioni con cui il Nuovo Testamento, in particolare san Paolo, chiamano Cristo: Cristo, nostra giustizia (cfr. 1Cor 1,30; Fil 1,11; cfr. Rm 3, 21-26), Cristo, nostra pace (cfr. Ef 2,14). Giustizia e pace sono anche le attese più profonde del nostro tempo, le esperienze attraverso cui il mondo interpella Dio e Dio risponde agli uomini.