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giovedì 1 febbraio 2024

Varriano, fr. Bruno, O.F.M. (1971- ), vescovo

Fr. Bruno Varriano
Ordine dei Frati Minori
Vescovo titolare eletto di Astigi, 2024
Ausiliare di Gerusalemme dei Latini, 2024

Secundum verbum tuum


Descrizione/blasonatura

Fonti biografiche
pagina di www.catholic-hierarchy.org

venerdì 11 febbraio 2022

Morandi, Giacomo (1965- ), arcivescovo

Giacomo Morandi
Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, 2017-2022
Arcivescovo, Vescovo titolare di Cerveteri, 2017-2022
Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, 2022-

Domine tu omnis scis

Blasonatura/descrizione
Lo stemma dell’Arcivescovo Giacomo Morandi si compone di quattro parti con al centro – in cuore – la croce di San Geminiano patrono principale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola e con i colori caratteristici – giallo e blu – della città di Modena.
Nel primo riquadro il Libro aperto della Parola di Dio al quale ogni credente attinge per avere luce e forza per camminare secondo la volontà di Dio. Colui che è chiamato ad essere pastore del popolo di Dio è il primo uditore e servo di questa Parola vero e autentico nutrimento del popolo a lui affidato.
A fianco del Libro, un Gufo i cui occhi grandi gli permettono di vedere anche e soprattutto nella notte. È il simbolo di colui che vigilia – del monaco – che nella contemplazione orante della Parola riesce ad intuire la volontà del suo Signore, acquisisce quella sapienza del cuore che non è semplicemente il frutto del suo studio e della sua competenza, ma dono che scaturisce dall’intimità e dall’amicizia con il Signore Gesù Cristo al quale ha consegnato la sua vita. Ogni credente è chiamato a questa intimità che gli dischiude il significato della sua esistenza e lo rende capace anche nella notte della prova, di intravedere le tracce e i segni della presenza del Risorto.
Nel terzo riquadro a sinistra la Stella simbolo della Vergine Maria che ha accolto e meditato nel suo cuore la Parola divenendo Madre. In lei Madre di Cristo, ogni discepolo ha il modello permanente di come ci si pone nei confronti della Parola di Dio: una Parola accolta e meditata che riempie di fecondità e benedizione la vita di ogni battezzato.
Infine, nel quarto riquadro la barca con una rete con sette pesci. È l’immagine della Chiesa inviata ad evangelizzare. I sette pesci esprimono pienezza e universalità. La scena evangelica a cui si allude è quella descritta in Gv 21. I discepoli guidati da Pietro ritornano senza aver preso nulla, il Signore risorto va loro incontro e li invita ad uscire di nuovo a pescare e questa volta la pesca è sovrabbondante. Il racconto ha un’intensa coloritura eucaristica. Il Signore risorto visita la sua Chiesa in ogni Eucaristia celebrata: è da questo incontro che la Chiesa trae la fecondità della sua missione e la certezza che è il Signore a guidare la sua Chiesa che mai rimane orfana e sola.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.diocesi.re.it

Fonti immagini
pagina di www.diocesi.re.it

giovedì 6 febbraio 2020

Franco, Raffaele de (1803-1883), vescovo

Raffaele de Franco
Vescovo di Catanzaro (1852-1883)


02

03

04

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01-03 segnalazione di Alessandro Mercurio

Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2020

lunedì 4 marzo 2019

Fanelli, Ciro (1964- ), vescovo

Ciro Fanelli
Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa (2017- )

Omnia propter evangelium

Blasonatura/descrizione
Troncato d’azzurro e d’argento: nel primo all’ombra di sole d’oro caricata del trigramma IHS di nero; nel secondo d’argento, al libro aperto al naturale caricato di una fiamma di rosso, alla bordura dello stesso caricata di dodici stelle (7) d’oro.

Lo stemma è così descritto nella pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it:
Nella parte alta dello stemma campeggia un sole con il trigramma IHS, IESUS HOMINUM SALVATOR, Gesù salvatore degli uomini. Tale simbolo è conosciuto con la dicitura di sole eucaristico in quanto, da sempre, il concetto della luce come identificazione del divino ricorre più volte nella Sacra Scrittura, come nel Benedictus: “…per cui verrà a visitarci un sole dall’alto…” (Lc 1,78). Una concettualità che fin da tempi antichi è ripresa in ambito liturgico attraverso le fattezze dell’ostensorio, sorta di reliquario a forma di sole raggiante, che racchiude l’Ostia consacrata nelle celebrazioni e processioni eucaristiche. A tal proposito è degno di menzione il riferimento al Congresso Eucaristico della Diocesi di Lucera-Troia, diocesi di origine del Vescovo, del 2004. In tale occasione venne effettuato un approfondito studio sugli ostensori custoditi nel museo diocesano e nelle chiese del luogo che sfociò in una dotta pubblicazione a riguardo.
Lo sfondo del sole è azzurro, colore simbolo della incorruttibilità della volta celeste, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.Nella parte bassa dello scudo troviamo il libro del Vangelo aperto su cui poggia una lingua di fuoco: è qui chiaro il riferimento al motto che sintetizza che tutto si incentra nel Vangelo; il Vangelo, la Parola rivelata è lo strumento di salvezza che Gesù annuncia e la fiamma richiama lo Spirito Santo che ravviva in noi la Fede come avvenne il giorno di Pentecoste per gli Apostoli e Maria.
Queste figure poggiano sull’argento, colore simbolo della trasparenza, quindi della Verità e della Giustizia, doti fondamentali che devono corredare quotidianamente lo zelo pastorale del Vescovo.
Lo scudo araldico è racchiuso da una “bordura” rossa, “caricata” con dodici stelle d’oro, chiaro riferimento alla Madonna come identificata nella Donna dell’Apocalisse: “…una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo…” (Ap 12,1).
La bordura è in rosso, il colore della Carità, dell’amore, del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio a versare il proprio sangue. Il martirio sublime di Gesù che ha Maria, la madre del Salvatore, come testimone diretto, una testimonianza su cui si articolerà la Chiesa dei primi Apostoli.

E così più sinteticamente nella pagina di it.wikipedia.org
Lo stemma è diviso in due parti: nella parte alta è presente il sole eucaristico, al centro del quale vi è il Cristogramma IHS, su uno sfondo di colore azzurro, che simboleggia l'incorruttibilità della volta celeste e l'ascesa dell'anima verso Dio; nella parte bassa è presente il libro del Vangelo aperto, sul quale è appoggiata una lingua di fuoco, che si riferiscono rispettivamente alla Parola annunciata da Gesù e allo Spirito Santo. Essi si trovano su uno sfondo argentato, che rappresenta la Verità e la Giustizia, doti importanti per un vescovo. Queste due parti sono chiuse da dodici stelle dorate, simbolo di Maria, su uno sfondo in rosso, colore della Carità e dell'amore.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di it.wikipedia.org

lunedì 25 febbraio 2019

Gianfranceschi, Augusto (1902-1991), vescovo

Augusto Gianfranceschi
Vescovo ausiliare di Venezia (1953-1957)
Vescovo titolare di Emeria (1953-1957)
Vescovo di Cesena (1957-1977)
Vescovo di Sarsina (1976-1977)
Vescovo emerito di Cesena (1977-1991)

Veni ministrare

02

Blasonatura/descrizione
Partito: nel 1° d'oro ad un'aquila d'argento stante sopra un libro chiuso di rosso, caricata di uno scudetto con le armi di Francia (d'azzurro a tre gigli d'oro); nel 2° d'argento al leone di San Marco posto in maestà, alato e diademato d'oro, tenente nelle branche un libro aperto del campo con la scritta di nero PAX TIBI, MARCE, EVANGELISTA MEUS; il capo d'azzurro a tre gigli d'oro, posti fra i pendenti di un lambello di rosso

Riferimenti araldici
Edoardo Turci - Giulio Zamagni, I vescovi di Cesena e i loro stemmi. Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio, Rimini, Società editrice Il Ponte Vecchio, 2007, pp. 88-89

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
01 pagina di www.gqaraldica.it (per gentile concessione dell'autore Giuseppe Quattrociocchi)
02 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

lunedì 28 gennaio 2019

Charrier, Fernando (1931-2011), vescovo

Fernando Charrier
Vescovo ausiliare di Siena (1984-1989)
Vescovo titolare di Cercina (1984-1989)
Vescovo di Alessandria (1989-2007)
Vescovo emerito di Alessandria (2007-2011)

In caritate radicati

Blasonatura/descrizione

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.diocesialessandria.it

Fonti immagini 
pagina di www.diocesialessandria.it

sabato 14 luglio 2018

Zuppi, Matteo Maria (1955- ), vescovo, arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Matteo Maria Zuppi
Vescovo titolare di Villanova (2012-2015)
Vescovo ausiliare di Roma (2012-2015)
Arcivescovo metropolita di Bologna (2015- )
Cardinale del titolo di Sant'Egidio (2019- )

Gaudium Domini fortitudo vestra


02

03

Blasonatura/descrizione
[?] D'argento a tre burelle d'azzurro ondate accompagnate in capo da un libro aperto legato di rosso recante sulle due pagine la scritta LEVATE / OCULOS // VESTROS / AD / MESSEM e in punta da un ... d'azzurro caricato di una croce d'oro ... e pomata, al cui braccio orizzontale pendono le lettere greche Α a destra e Ω a sinistra, entrambe d'argento

Nello scudo dello stemma sono raffigurati il libro dei Vangeli, il simbolo del fiume e la croce costantiniana. Il libro è aperto alla citazione di Gv 4,34–35: «Levate oculos vestros ad messem». Gesù al pozzo di Giacobbe con la samaritana raggiunto dai discepoli dice loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: "Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura"? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura». Il fiume è simbolo universale. Qui evoca il Tevere e la Roma di Matteo Zuppi. Ma il segno dell'acqua e del fiume percorre la Sacra Scrittura da Genesi ad Apocalisse. La Croce con l'Alfa e l'Omega è segno evocativo di Cristo crocifisso e risorto, principio e fine di tutte le cose. Questa croce sovrasta l'arco trionfale della Basilica di Santa Maria in Trastevere in Roma; qui Matteo Zuppi ha vissuto gran parte della formazione e del ministero sacerdotale. Lo scudo dello stemma, sormontato dalla croce a due braccia, è circondato dal cappello arcivescovile (quattro ordini di nappe). Sotto lo scudo è raffigurato il Pallio Metropolitano: l'Arcivescovo di Bologna è Metropolita della Provincia Ecclesiastica che comprende anche le Diocesi di Ferrara– Comacchio, Imola e Faenza–Modigliana.
Il cartiglio sottostante riporta il motto episcopale scelto da Mons. Zuppi: «Gaudium Domini fortitudo vestra». La gioia del Signore è la vostra forza. Sono le parole di Neemia, nella Gerusalemme ancora in rovina, al termine della grande liturgia della parola che sancisce la rinascita del popolo ritornato dall'esilio: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza» (Ne 8,10). (dalla pagina di www.chiesadibologna.it)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di www.chiesadibologna.it
03 pagina di lavocedelsanto.altervista.org

domenica 27 maggio 2018

Orlandoni, Giuseppe (1939- ), vescovo

Giuseppe Orlandoni
Vescovo di Senigallia (1997-2015)
Vescovo emerito di Senigallia (2015- )

In veritate et caritate


02

Blasonatura/descrizione
[?] Interzato in pergola: nel 1° di aranciato al libro aperto avente sulla pagina destra le lettere chi (Χ) e rho (Ρ) sovrapposte (monogramma di Cristo detto chrismon); nel 2° d'azzurro alla stella (6) d'oro; nel 3° di rosso alla cesta di pani di ...
 
«I simboli del libro e dei pani, illustrati nello stemma, rappresentano rispettivamente la verità e la carità. Essi sono anche i simboli dell’Eucarestia, richiamando la duplice mensa della Parola e del Pane. In ultima analisi la Verità e la Carità sono la stessa persona di Cristo che, per costruire la Chiesa, va annunciato, celebrato e testimoniato. La stella, riprodotta al centro, nella parte superiore dello stemma, è il simbolo della speranza e rappresenta la Madonna della Speranza, patrona principale di Senigallia, alla cui protezione il Vescovo intende affidare la propria missione» (pagina di www.diocesisenigallia.it)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.diocesisenigallia.it

Fonti immagini
01 pagina di www.diocesisenigallia.it

Menditto, Giuseppe (1794-1850), vescovo

Giuseppe Menditto
1° Vescovo di Noto (1844-1849)

Blasonatura/descrizione
[?] Di azzurro (?) a tre monti di ... uscenti dalla punta, quello di destra sostenente un leone di ..., coronato di ..., tenente con la zampa anteriore sinistra un libro aperto e con l'anteriore destra un rmoscello di ulivo (?), quello di sinistra un pianta con foglie e tre fiori di ..., in capo a sinistra una stella (5) di ...

«Lo stemma del prelato rappresenta un leone rampante, che cinge una corona in campo azzurro, su cui si staglia una stella a cinque punte. Il leone regge un libro aperto ed un rametto di ulivo. Poggia su tre spuntoni di roccia dai quali germoglia un rametto fiorito. Il tutto è sormontato da  una croce e dal cappello vescovile» (Luigi Granatello, Sulle orme di Monsignor Giuseppe Menditto [...], primo vescovo di Noto, pp. 8-9, con l'immagine a colori dello stemma)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
pagina di archive.org

mercoledì 16 maggio 2018

Catella, Alceste (1942- ), vescovo

Alceste Catella
Vescovo di Casale Monferrato (2008-2017)
Vescovo emerito di Casale Monferrato (2017- )

Misericordias Domini cantabo

Blasonatura/descrizione
Inquartato: nel 1° d'azzurro alla rosa di rosso bottonata d'oro (?) e punteggiata di verde; nel secondo di rosso al libro aperto da cui escono due segnacoli; nel 3° di rosso al pane spezzato al naturale; nel 4° d'azzurro al gallo fermo al naturale
 
Lo stemma araldico, disegnato dal geom. C. Barbieri di Magliano, porta, sotto il cappello vescovile con le tre file di nappe, lo scudo diviso in quattro parti con le seguenti figure: la rosa, simbolo mariano che vuol ricordare i due poli religiosi di Oropa e di Crea, terre di santuari dedicati alla Madonna; il libro aperto è l’attività pastorale che annuncia la parola, che con il pane spezzato celebra l’eucaristia; infine il galletto richiama Casale Monferrato con le sue vicende storiche e religiose. Ancor oggi nella festa patronale di Sant’Evasio l’omonima Arciconfraternita distribuisce i “galletti” benedetti, biscotti di pasta frolla a forma di gallo. Il cartiglio con il motto: “Misericordias Domini cantabo”, tratto dal Salmo 89,2 significa dedicare la vita a cantare la bontà del Signore (cf post di monsalcestecatella.blogspot.it)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
 
Fonti immagini
pagina di 1.bp.blogspot.com

venerdì 4 maggio 2018

Marangoni, Renato (1958- ), vescovo

Renato Marangoni
Vescovo di Belluno-Feltre (2016- )

Va' dai miei fratelli

Blasonatura/descrizione
D'oro calzato ritondato di rosso, al libro aperto rilegato dello stesso; nel 1º a un monte all'italiana di sei cime d'argento, movente dalla punta e nel 3º alla brocca dell'ultimo posta in sbarra, versante tre gocce d'azzurro

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.chiesabellunofeltre.it
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.chiesabellunofeltre.it

Il motto e lo stemma sono così presentati nella pagina di www.chiesabellunofeltre.it (si veda anche l'articolo della pagina di corrierealpi.gelocal.it)
Le parole scelte dal Vescovo Renato per il proprio motto episcopale si rifanno al IV vangelo (Gv 20,17) laddove l’evangelista narra dell’incontro del Risorto con Maria di Màgdala e, particolarmente, dell’esortazione di Gesù affinché la donna si rechi subito dai discepoli per annunciare che egli – “primogenito di una moltitudine di fratelli” (cfr. Rm 8,29) – ha compiuto la missione affidatagli dal Padre. Per questo egli dice a Maria: «Salgo al Padre mio e Padre vostro» (Gv 20,17b). Con la Pasqua di Gesù si attua la salvezza: che tutti siano “innalzati” a Dio.
L’attenzione è sul Risorto: egli si fa incontro a Maria di Màgdala che sta cercando il “corpo di Gesù”, la chiama per nome e si fa da lei riconoscere.
Questa stessa esperienza di incontro con lui è all’origine ed è l’oggetto dell’invio che Maria di Màgdala accoglie e porta al gruppo dei discepoli ancora “bloccati” ed esitanti a motivo del loro non comprendere. I discepoli accolgono da lei l’annuncio che Gesù è risuscitato ed è salito al Padre.
Nelle parole dette dal Maestro a Maria di Màgdala e nella sua esperienza di incontro con lui vi è l’oggi della Chiesa, il suo essere inviata a portare il vangelo della risurrezione. Gesù risorto chiama “suoi fratelli” i discepoli: è il nuovo legame pasquale a cui siamo invitati perennemente, aperto a tutti; è l’impegno quotidiano di ogni comunità di discepoli di Gesù. Nella Prima Lettera di Giovanni è attestato: “La nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo” (1Gv 1,3).

Il Vangelo che appare nel capo dello scudo rappresenta, appunto, l’annuncio pasquale richiamato dalle parole del motto.
La partizione curvilinea dello scudo vuole essere un riferimento al santo patrono di Belluno (e della diocesi) san Martino; infatti, essa ricorda i due lembi del mantello che il Santo, secondo la tradizione, tagliò in due per donarne una metà al viandante infreddolito, incontrato sulla via. Il Vangelo è svelato e si attua in ogni gesto di amore.
Il rosso, colore della carità, è anche richiamo al sangue dei martiri Vittore e Corona, santi patroni di Feltre e della diocesi assieme a san Martino.
Le montagne, qui rappresentate in foggia araldica, sono un palese riferimento innanzitutto al Monte Grappa, terra d’origine del Vescovo, nato a Crespano del Grappa; da questo monte egli ha sempre ammirato lo scenario delle Prealpi feltrine e delle Dolomiti, anche queste richiamate dal simbolo delle montagne. Nel Massiccio del Grappa è riconosciuto il punto di incontro geografico delle due Chiese sorelle: il versante nord è in diocesi di Belluno-Feltre e il versante sud è in diocesi di Padova.
Il simbolo delle montagne appare anche nello stemma del Vescovo emerito, Mons. Andrich, che lo adottò, prendendolo a sua volta dallo stemma di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I; compare inoltre nello stemma del Vescovo Girolamo Bortignon che ordinò diacono il Vescovo Renato e che fu predecessore a Belluno-Feltre.
L’acqua della brocca di San Prosdocimo, Patrono di Padova, ne richiama l’azione battesimale che sia Padova sia Feltre e Belluno riconoscono all’inizio della loro storia di fede; inoltre costituisce richiamo geografico al Piave che attraversa la diocesi di Belluno-Feltre.
Anche in queste due rappresentazioni – le montagne e la brocca del battesimo – oltre a quella della carità, vi è un richiamo all’universalità del Vangelo, veicolato dal creato e attuato nella vita ecclesiale.

venerdì 13 aprile 2018

Mattiazzo, Antonio (1940- ), vescovo

Antonio Mattiazzo
Arcivescovo, Vescovo titolare di Viruno (1985-1989)
Nunzio apostolico in Costa d'Avorio (1985-1989)
Pro-nunzio apostolico in Burkina Faso (1985-1989)
Pro-nunzio apostolico di Niger (1985-1989)
Arcivescovo, Vescovo di Padova (1989-2015)
Arcivescovo, Vescovo emerito di Padova (2015- )

Recapitulare omnia in Christo

02

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di www.diocesipadova.it
02 pagina di www.beweb.chiesacattolica.it

Il motto e lo stemma sono così presentati nella pagina di www.diocesipadova.it
"Recapitulare omnia in Christo" è il motto scelto dal vescovo Antonio, dal versetto di Efesini 1,10 “ricapitolare in Cristo tutte le cose”
E lo stemma episcopale rappresenta graficamente questo impegno e questo messaggio.
Un libro aperto e una croce simboli dell’annuncio della Parola e della Redenzione che viene da Cristo. Annuncio che va a tutte le genti (i raggi che si diffondono dal centro della croce) e si intersecano con i meridiani (che toccano tutto il mondo e tutte le cose) ma contemporaneamente ritornano al centro: perché tutte le cose si ricapitolano in Cristo.

sabato 7 aprile 2018

Mantiero, Antonio (1884-1956), vescovo

Antonio Mantiero
Vescovo di Patti (1931-1936)
Prelato di Santa Lucia del Mela (1935-1936)
Vescovo di Treviso (1936-1956)

Omen pacis in Christo




Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di vescovidisicilia.com

Fonti immagini
01 pagina di it.wikipedia.org

sabato 17 marzo 2018

Ruttenstock, Jakob, Can.Reg. (1776-1844), preposito, abate lateranense

Jakob III Ruttenstock
Canonici regolari
Abate lateranense, Preposito di Klosterneubug (1830-1844)

02

03

Riferimenti biografici
pagina di www.biographien.ac.at
pagina di de.wikisource.org

Fonti immagini
01 pagina di commons.wikimedia.org
02 pagina di digilib.zikg.eu
03 pagina di www.biographien.ac.at

giovedì 1 marzo 2018

Gargitter, Joseph (1917-1991), vescovo

Jozseph Gargitter
Vescovo di Bressanone (1952-1964)
Amministratore apostolico di Trento (1961-1963)
Vescovo di Bolzano-Bressanone (1964-1986)
Vescovo emerito di Bolzano-Bressanone (1986-1991)

In cruce salus


01a

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.findagrave.com

sabato 24 febbraio 2018

Arcidiocesi di Udine

Archidiocesis Utinensis

L'arcidiocesi di Udine fu eretta nel 1751 da papa Bendetto XIV a seguito di un accordo tra i governi austriaco e veneziano che prevedeva la soppressione del patriarcato di Aquileia e la sua divisione in due nuove circoscrizioni ecclesiastiche: l'arcidiocesi di Gorizia, cui toccarono le terre sotto il dominio asburgico, e appunto quella di Udine per i territori della Serenissima. Tale decisione fu confermata nel 1753. Ridotta al rango di diocesi nel 1818 da papa Pio VII, Udine fu nuovamente elevata ad arcidiocesi metropolitana (senza però suffraganeee) da papa Pio IX nel 1847.

In ricordo dell'antico patriarcato, l'arcivescovo di Udine ha il privilegio di indossare l'abito corale, lo zucchetto, la fascia e la filettatura della talare di un colore rosso abbrunato rispetto alla porpora cardinalizia (anche in seta moiré), detto "rosso patriarchino". Lo stemma degli arcivescovi di Udine prevede il galero verde, foderato in rosso patriarchino. All'arcivescovo spetta il titolo onorifico di abate di Rosazzo. 

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
pagina di www.diocesiudine.it (cronotassi e stemmi degli arcivescovi)
sito ufficiale

Fonti immagini
pagina di www.diocesiudine.it


Organismi


Ordinari, coadiutori, ausiliari

1751-1762: Dolfini, Daniele
- 1753-1762: Gradenigo, Bartolomeo, vescovo coadiutor
1762-1765: Gradenigo, Bartolomeo
- 1786-1830: Pellegrini, Giovanni Pietro Martino, vescovo ausiliare
1766-1786: Gradenigo, Giovanni Girolamo, C.R.
1788-1792: Sagredo, Angelo
1792-1803: Zorzi, Pietro Antonio, C.R.S.

1807-1814: Rasponi, Baldassarre Francesco

- 1818         : Ridolfi, Gualfiero, vescovo eletto

1819-1845: Lodi, Emmanuele, O.P.
1846-1851: Bricito, Zaccaria
1852-1862: Trevisano, Giuseppe Luigi
1863-1884: Casasola, Andrea
1884-1896: Berengo, Giovanni Maria
- 1894-1899: Antivari, Pietro Antonio, vescovo ausiliare
1896-1909: Zamburlini, Pietro
1910-1927: Rossi, Antonio Anastasio
1928-1955: Nogara, Giuseppe
1956-1972: Zaffonato, Giuseppe
- 1966-1985: Pizzoni, Emilio, vescovo ausiliare
1972-2000: Battisti, Alfredo
- 1985-1996: Brollo, Pietro, vescovo ausiliare
2000-2009: Brollo, Pietro
2009-        : Mazzocato, Andrea Bruno

domenica 18 febbraio 2018

Caprara Montecuccoli, Giovanni Battista (1733-1810), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Giovanni Battista Caprara Montecuccoli
Arcivescovo titolare di Iconio (1766-1794)
Nunzio apostolico per la Germania, sede di Colonia (1766-1775)
Nunzio apostolico per la Confederazione Elvetica (1775-1785)
Nunzio apostolico per l'Austria (1785-1793)
Cardinale di S.R.C. (1792)
Cardinale del titolo di Sant'Onofrio (1794-1810) 
Camerlengo del Collegio Cardinalizio (1794-1795)
Amministratore apostolico di Jesi (1800)
Arcivescovo, Vescovo di Jesi (1800-1802)
Arcivescovo metropolita di Milano (1802-1810)

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea

02
Blasonatura/descrizione
Écartelé : au I, franc-quartier ou un canton de sinople, à une croix pattée d'or.des comtes archevêques ; au II, de gueules à un évangile d'argent ; au III, de gueules au vol ouvert d'argent ; au IV, fascé de gueules et d'argent

03
04
05
Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it (Dizionario biografico degli italiani)

Riferimenti araldici
pagina di www.cognimix.it

Fonti immagini
01 pagina di upload.wikimedia.org
02 pagina di it.wikipedia.org
03-05 pagina di www.araldicavaticana.com