Visualizzazione post con etichetta bordura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bordura. Mostra tutti i post

domenica 8 settembre 2024

Castelli, Carlo, O.SS.C.A. (1863-1933), vescovo, arcivescovo

Carlo Castelli
Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo
Vescovo di Bobbio, 1904-1906
Arcivescovo metropolita di Fermo, 1906-1933
Amministratore apostolico di Ancona e Numana, 1929-1931

Turris fortissima nomen Domini

02

03

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01-02 vedi pagina di www.beweb.chiesacattolica.it (scheda in lavorazione)
03 frontespizio della lettera pastorale del 1907

lunedì 6 febbraio 2023

sabato 22 gennaio 2022

Bustillo, François-Xavier, O.F.M.Conv. (1968- ), vescovo, cardinale di S.R.C.

François-Xavier Bustillo
Ordine dei Frati Minori Conventuali
Custode provinciale della Custodia provinciale di Francia e Belgio, 2006-2018
Vescovo di Ajaccio, 2021- 
Cardinale presbitero di Santa Maria Immacolata di Lourdes a Boccea, 2023-


In Ipso vita erat

Blasonatura/descrizione
[?] Partito: nel 1° d’argento all'albero di castagno di verde fruttato (3) d'oro, accostato da due lupi affrontati di nero; nel 2° d’argento alla testa di moro di nero, attortigliata del campo (della Corsica); con bordura di rosso caricata di otto catene d'oro; abbassato sotto il capo di san Francesco.

02

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.heraldrysinstitute.com
pagina di commons.wikimedia.org

Fonti immagini 
01 post della pagina Facebook di Marco Foppoli
02 post della pagina Facebook di Marco Foppoli

ultimo aggiornamento: 21 marzo 2024

domenica 16 gennaio 2022

Dal Verme, Taddeo Luigi (1641-1717), vescovo, cardinale di S.R.C.

Teddeo Luigi Dal Verme
Vescovo di Fano (1688-1696)
Vescovo di Imola (1696-1702)
Cardinale del titolo dei Santi Bonifacio e Alessio (1696-1717)
Vescovo di Ferrara (1702-1717)

01a

02

Balsonatura/descrizione
Inquartato, al 1° e 4° fasciato di rosso e d'argento di otto pezzi, la seconda fascia di rosso carica di un bisante d’oro, e con la bordatura scanalata, d’oro; al 2° e 3° fasciato d’azzurro e d’argento, di quattro pezzi

Inquartato, al 1° e 4° fasciato di rosso e d'argento di otto pezzi, la seconda fascia di rosso carica di un bisante d'argento, e con la bordatura scanalata, d’oro; al 2° e 3° fasciato d’azzurro e d’argento, di quattro pezzi

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
02 pagina di it.wikipedia.org


martedì 24 marzo 2020

Erba Odescalchi, Antonio Maria (1712-1762), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Antonio Maria Erba Odescalchi
Arcivescovo titolare di Nicea (1759)
Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma (1759-1762)
Prefetto della Congregazione per la residenza dei vescovi (1759-1762)
Cardinale del titolo di San Marcello (1759-1762)

01a

Blasonatura/descrizione
Castello a 2 torri laterali alla ghibellina di rosso su argento su terrazzo di verde aperto e finestrato del campo - bordura composta di rosso e di argento - capo d'Impero - 4 filetti in fascia di rosso su argento reggenti - leone passante di rosso su argento - 6 lucerne di rosso su argento poste in piramide rovesciata - capo d'Impero

Partito; nel 1° al castello merlato alla guelfa e torricellato di due pezzi di rosso, aperto del campo, terrazzato al naturale, alla bordura composta di rosso e d'argento col capo d'oro, caricato di un'aquila di nero coronata del campo (Erba); nel 2° d'argento a quattro fasce, la prima sormontata da un leone illeopardito, le altre da sei coppe alternate 3, 2 e 1, il tutto di rosso, al capo d'oro caricato di un'aquila di nero coronata del campo (Odescalchi)

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it (Erba Odescalchi)
pagina di www.cognomix.it (Odescalchi)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic.hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

domenica 28 aprile 2019

Acevedo, Juan Bautista (1555-1608), vescovo, patriarca

Juan Bautista Acevedo y Muñoz
Vescovo di Valladolid (1601-1606)
Patriarca delle Indie occidentali (1606-1608)

01b

02
Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di es.wikipedia.org

Fonti immagini
01 frontespizio delle costituzioni sinodali stampate a Valladolid nel 1607
02 pagina di blasonesylinajesentrambasaguas.simplesite.com

lunedì 4 marzo 2019

Fanelli, Ciro (1964- ), vescovo

Ciro Fanelli
Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa (2017- )

Omnia propter evangelium

Blasonatura/descrizione
Troncato d’azzurro e d’argento: nel primo all’ombra di sole d’oro caricata del trigramma IHS di nero; nel secondo d’argento, al libro aperto al naturale caricato di una fiamma di rosso, alla bordura dello stesso caricata di dodici stelle (7) d’oro.

Lo stemma è così descritto nella pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it:
Nella parte alta dello stemma campeggia un sole con il trigramma IHS, IESUS HOMINUM SALVATOR, Gesù salvatore degli uomini. Tale simbolo è conosciuto con la dicitura di sole eucaristico in quanto, da sempre, il concetto della luce come identificazione del divino ricorre più volte nella Sacra Scrittura, come nel Benedictus: “…per cui verrà a visitarci un sole dall’alto…” (Lc 1,78). Una concettualità che fin da tempi antichi è ripresa in ambito liturgico attraverso le fattezze dell’ostensorio, sorta di reliquario a forma di sole raggiante, che racchiude l’Ostia consacrata nelle celebrazioni e processioni eucaristiche. A tal proposito è degno di menzione il riferimento al Congresso Eucaristico della Diocesi di Lucera-Troia, diocesi di origine del Vescovo, del 2004. In tale occasione venne effettuato un approfondito studio sugli ostensori custoditi nel museo diocesano e nelle chiese del luogo che sfociò in una dotta pubblicazione a riguardo.
Lo sfondo del sole è azzurro, colore simbolo della incorruttibilità della volta celeste, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.Nella parte bassa dello scudo troviamo il libro del Vangelo aperto su cui poggia una lingua di fuoco: è qui chiaro il riferimento al motto che sintetizza che tutto si incentra nel Vangelo; il Vangelo, la Parola rivelata è lo strumento di salvezza che Gesù annuncia e la fiamma richiama lo Spirito Santo che ravviva in noi la Fede come avvenne il giorno di Pentecoste per gli Apostoli e Maria.
Queste figure poggiano sull’argento, colore simbolo della trasparenza, quindi della Verità e della Giustizia, doti fondamentali che devono corredare quotidianamente lo zelo pastorale del Vescovo.
Lo scudo araldico è racchiuso da una “bordura” rossa, “caricata” con dodici stelle d’oro, chiaro riferimento alla Madonna come identificata nella Donna dell’Apocalisse: “…una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo…” (Ap 12,1).
La bordura è in rosso, il colore della Carità, dell’amore, del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio a versare il proprio sangue. Il martirio sublime di Gesù che ha Maria, la madre del Salvatore, come testimone diretto, una testimonianza su cui si articolerà la Chiesa dei primi Apostoli.

E così più sinteticamente nella pagina di it.wikipedia.org
Lo stemma è diviso in due parti: nella parte alta è presente il sole eucaristico, al centro del quale vi è il Cristogramma IHS, su uno sfondo di colore azzurro, che simboleggia l'incorruttibilità della volta celeste e l'ascesa dell'anima verso Dio; nella parte bassa è presente il libro del Vangelo aperto, sul quale è appoggiata una lingua di fuoco, che si riferiscono rispettivamente alla Parola annunciata da Gesù e allo Spirito Santo. Essi si trovano su uno sfondo argentato, che rappresenta la Verità e la Giustizia, doti importanti per un vescovo. Queste due parti sono chiuse da dodici stelle dorate, simbolo di Maria, su uno sfondo in rosso, colore della Carità e dell'amore.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di it.wikipedia.org

giovedì 24 maggio 2018

D'Ambrosio, Francesco Saverio, O.F.M.Cap. (1799-1883), vescovo

Francesco Savario D'Ambrosio
Ordine dei Frati Minori Cappuccini
Vescovo di Muro Lucano (1859-1883)

01b

Blasonatura/descrizione
[?] Di azzurro alla cornucopia di ... da cui sporgono cinque spighe di grano (?) di ... poggiante su un putto (?) alato e sormontata da un giglio (?) di ..., il tutto entro una bordura circolare di ... caricata della scritta EX ALTO IN SINGULA COELO, abbassata sotto il capo di san Francesco (d'azzurro a un braccio nudo al naturale uscente da una nube d'argento, con il segno del chiodo alla palma della mano; l'altro braccio vestito, incrociante il primo, con lo stesso segno nella mano; una croce d'oro raggiante che emerge tra le due braccia)

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it (Stemmi della famiglia D'Ambrosio)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
pagina di archive.org

venerdì 27 aprile 2018

León y Cárdenas, Martín de, O.S.A. (1585-1655), vescovo, arcivescovo

Fr. Martín de León y Cárdenas 
Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino
Vescovo di Trivento (1630-1631)
Vescovo di Pozzuoli (1631-1650)
Arcivescovo di Palermo (1650-1655)


Blasonatura/descrizione
Inquartato: il primo d’azzurro, con una stella [8] d’oro, e la doppia bordura cucita, la prima d’oro caricata di otto 8 o 10 rosette di rosso, e la seconda scaccata di rosso e d’argento; il secondo d’oro, al leone di nero linguato e osceno di rosso, e la bordura  cucita d’azzurro caricata di otto crocette decussate d’oro; il terzo d’oro, con due lupi d’azzurro passanti uno sull’altro, e la bordura cucita di rosso caricata di otto conchiglie d’oro alternate con altrettante lettere S maiuscole romane dello stesso; il quarto controfasciato d’oro e di nero, con un albero sradicato di verde attraversante; sul tutto, al cuore di rosso fiammeggiante traversato in sbarra e in banda da due frecce d’argento

02

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www1.unipa.it (nota 25)

Fonti immagini
01 pagina di www1.unipa.it (vedi anche pagina dello stesso sito, fig. 7)
02 pagina di www1.unipa.it (vedi anche pagina dello stesso sito, fig. 8)

Serra i Cau, Jaime (1427-1517), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Jaime Serra i Cau
Arcivescovo di Oristano (1492-1510)
Cardinale del titolo di San Vitale (1500-1502)
Amministratore apostolico di Linköping (1501-1513)
Cardinale del titolo di San Clemente (1502-1511)
Amministratore apostolico di Potenza (1503-1506)
Amministratore apostolico di Elne (1506-1513)
Cardinale protopresbitero (1509-1511)
Cardinale vescovo di Albano (1511-1516)
Amministratore apostolico di Burgos (1512-1514) 
Amministratore apostolico di Calahorra y La Calzada (1514-1515)
Cardinale vescovo di Palestrina (1516-1517)

02

03
 
04

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di it.wikipedia.org (dove è - crediamo erronamente - attribuito al cardinale Giacomo Serra, 1570-1623, per il cui stemma si rimanda al post di questo stesso blog)
02-04 pagina di www.araldicavaticana.com

lunedì 5 marzo 2018

Ordine Cistercense

Ordo Cistercensis

Cistercium Mater Nostra

Difficoltosa la ricostruzione delle vicende storiche che hanno portato alla nascita dell'ordine cistercense (O.Cist.) sia per la scarsità delle fonti che per il fatto che la sua origine non è tanto ricollegabile all'intuizione di un singolo fondatore, ma alla ricerca progressiva condotta da un gruppo di monaci di una nuova forma di vita religiosa.
L'abbazia madre di Cîteaux venne fondata da Roberto di Molesme (1024ca-1111), già priore di numerosi monasteri benedettini, con l'intezione di praticare una più stretta osservanza della regola di san Benedetto. Il successore di Roberto, Alberico (+1108) ottenne da papa Pasquale II l'approvazione per il nuovo monastero e, con il privilegium romanum del 1100, la sua liberalità da intromissioni di autorità ecclesiastiche o secolari. Nella primavera del 1112 entrò nella comunità il nobile Bernardo di Fontaines (1090-1153) con trenta dei suoi compagni.  Il crescente afflusso di persone desiderose di far parte della comunità rese necessaria la fondazione di monasteri filiali: il primo sorse a La Ferté nel 1113, nel 1114 ne venne fondato uno a Pontigny, poi uno a Morimond e nel 1115 dodici monaci guidati da Bernardo diedero vita al monastero di Clairvaux (o Chiaravalle), del quale Bernardo fu il primo abate. Le quattro abbazie così fondate sono chiamate abbazie primigenie. Pur avendo ricoperto solo la carica di abate del monastero di Clairvaux, Bernardo diede il contributo fondamentale alla diffusione dell'ordine in tutta Europa e al consolidamento del suo assetto organizzativo.

Blasonatura/descrizione
Lo stemma dell'ordine: esso reca le armi del ducato di Borgogna (bandato d'oro e d'azzurro e bordato di rosso) sovrapposte a quelle del regno di Francia (d'azzurro, seminato di fiordalisi)

Riferimenti
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it
sito ufficile

Riferimenti araldici
pagina di www.araldicavaticana.com

Fonti immagini
pagina di it.wikipedia.org

Note 
Nalla pagina di www.araldicavaticana.com riguardo alla stemma dei Cistercensi di legge tra l'altro:
G.Bascapè afferma essere lo stemma dei Cistercensi italiani: di nero alla banda scaccata d’argento e di rosso, ma questa è l’arma propria dei Signori di Fontaines. Quindi è quella personale di San Bernardo di Chiaravalle, ritenuto il fondatore dell’Ordine, che eserciterà una notevole influenza nell’araldica cistercense soprattutto in Italia, in Svizzera, in Spagna e in Portogallo.
A causa della sua notevole diffusione, anche diversi autori di importanti lavori specialistici, fra i quali Galbreath e Heim hanno spesso confuso lo stemma della famiglia feudale dei Fontaines, ai quali apparteneva San Bernardo, con lo stemma dell’Abbazia di Clairvaux (Chiaravalle) o addirittura con quella di Citeaux.
Sia l’ordine Cistercense, sia quello riformato della Stretta Osservanza (detti anche Monaci trappisti, dalla famosa riforma dell’Abbazia della Trappa) hanno adottato lo stemma di Citeaux.
Le 12 Congregazioni  aderenti all’Ordine Cistercense oggi esistenti non hanno stemmi propri ed usano quello dell’Ordine; farebbe eccezione la Congregazione della Corona d’Aragona che ne era dotata anticamente (è stata  ricostituita solo nel 1987). Dell’antico stemma di questa parleremo unitamente a quelli di altre Congregazioni cistercensi della penisola iberica estinte.


Luoghi

Milano (Italia), Abbazia Santae Mariae Caravallensis

Stams (Austria), Abbazia B.M.V. et Santi Ioannis Baptistae