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martedì 11 gennaio 2022

De Simone, Giovanni, C.M. (1761-1847), vescovo

Giovanni De Simone
Congregazione delle missioni (Lazzaristi o Vincenziani)
Vescovo di Trivento (1822-1826)
Vescovo di Conversano (1826-1847)


Riferimenti biografici:
pagina di www.catholic-hierarchy.org

venerdì 27 marzo 2020

Congregazione dei Celestini

Ordo Colestinorum

La Congregazione dei celestini (in lingua latina Congregatio o anche Ordo Coelestinorum, sigla O.S.B. Coel.) fu fondata da Pietro del Morrone: detti originariamente fratelli di Santo Spirito o majellesi (dal monastero di Santo Spirito a Majella, loro primo insediamento documentato per la prima volta) e poi morronesi (dal monastero del Morrone, sede dell'abate generale della congregazione), i monaci assunsero il nome di celestini dopo il pontificato e la canonizzazione del fondatore (che fu papa con il nome di Celestino V).
Una prima comunità costituita attorno a Pietro è documentata per la prima volta il 23 maggio 1259. Qalche anno più tardi, nel 1263, papa Urbano IV, con la bolla Cum sicut del 1° giugno, diede mandato al vescovo di Chieti di incorporate l'eremo di Santo Spirito all'ordine benedettino, mentre il giorno seguente, con la bolla Sacrosancta Romana Ecclesia, lo stesso pontefice concesse alla comunità la protezione apostolica e ne confermò i beni.
Il 22 marzo 1275 papa Gregorio X rilasciò alla comunità un privilegio (Religiosam vitam) che sancì il passaggio di quello che ormai era definito l'Ordo Sancti Spiritus de Majella da realtà ermitica a ordine monastico costituente, all'interno del composito ordine benedettino, un gruppo religioso con consuetudini ben precise.
Subito dopo il 1320, l'ordine intraprese una forte espansione e, nel corso del XIV secolo, i celestini fondarono monasteri in quasi tutta l'Italia centro-settentrionale, infittirono la rete delle presenze in Italia meridionale (esclusa la Sicilia).
I celestini arrivarono a contare in Francia circa venti monasteri, che ottennero poi da papa Clemente VII il permesso di costituirsi in congregazione autonoma. Altre case vennero stabilite in Boemia e Germania, ma vennero tutte dissolte con la riforma protestante. La congregazione francese scomparve con la Rivoluzione; i monasteri del regno di Napoli vennero soppressi nel 1807 e quelli nel resto d'Italia nel 1810.
Sopravvissero solo due monasteri femminili: quello di San Basilio all'Aquila e quello di San Ruggero a Barletta (il ramo femminile dell'ordine è ancora esistente).
Dei tentativi di ricostituire l'ordine vennero effettuati da Giovanni Aurélien nel 1873 e da Achille Fosco nel 1935, ma entrambi fallirono.

Riferimenti
pagina di it.wikipedia.org

sec. XV [02]


Fonti immagini
01 pagina di it.wikipedia.org
02 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

sabato 23 dicembre 2017

Savio, Carlo (1811-1881), vescovo

Carlo Savio
Vescovo di Asti (1867-1881)

Ominis sapientia a Domino Deo


Blasonatura/descrizione
D’azzurro, alla fascia d’argento, carica di un'aquila coronata, di nero, e accompagnata (in capo da un calice di ... sormontato da un'ostia di ... raggiata con al centro una croce  e) in punta da una S, accostata da due stelle, il tutto d’argento

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di upload.wikimedia.org

giovedì 9 novembre 2017

Cipriani, Filippo Maria (1878-1956), vescovo

Filippo Maria Cipriani
Vescovo di Città di Castello (1934-1956)  

Non multa loquimur sed vivimus


Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org


Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

domenica 9 aprile 2017

Stemma episcopale di fr. Bonaventura Secusio, OFMObs., Ministro generale (1593-1600), Patriarca titolare di Costantinopoli (1599-1618), Vescovo di Patti (1601-1605), poi Arcivescovo di Messina (1605-1609, quindi Vescovo di Catania (1609-1618)


Bonaventura Secusio da Caltagirone nacque nel 1558. Religioso professo dei Frati Minori Osservanti fu il LVIII Ministro generale dell'Ordine che governò dal 1593 al 1600. Il 10 marzo 1599 fu eletto alla sede patriarcale titolare di Costantinopoli e ricevette la consacrazione episcopale il 14 dello stesso mese. Il 30 aprile 1601 fu nominato vescovo di Patti mantenendo il titolo personale di patriarca. Il 17 agosto 1605 fu trasferito alla sede arcivescovile di Messina e il 10 giugno 1609 a quella vescovile di Catania. Morì nel marzo 1618.

 Monumento funebre di Bonaventura Secusio nel transetto sinistro del Duomo di Catania
(dalla pagina di commons.wikimedia.org)

Riferimenti: scheda biografica di catholic-hierarchy.org; pagina di en.wikipedia.org


A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

sabato 21 gennaio 2017

Custodia Generale del Sacro Convento di S. Francesco in Assisi

Nel Giovedì Santo del 2014, il 17 aprile, la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi – giurisdizione dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali a cui è affidata appunto la “custodia” della Basilica caput et mater dell’Ordine minoritico, in cui è sepolto il Fondatore dei tre Ordini Francescani, e del Santuario del Sacro Tugurio in Rivotorto di Assisi – adottava il nuovo emblema che, per la sua configurazione canonica e la peculiare vocazione, è sembrato opportuno unisse gli elementi “araldici” del Sacro Convento (il tau su trimonzio affiancato dalle lettere “S” e “C”) con lo stemma dell’Ordine, privilegiando in questo caso la forma più antica (le braccia incrociate di Cristo e di san Francesco, ma senza la croce al centro), documentata proprio in Assisi alla base del protiro del portale della chiesa inferiore, realizzato tra il 1486 e il 1487.
Approvato dal Custode generale con il suo Definitorio nella sessione definitoriale del 28 marzo 2014, il nuovo emblema è stato ideato e realizzato dall’araldista e illustratore bresciano Marco Foppoli che lo ha così blasonato: 
D'argento alla croce a tau al naturale sostenuta da un monte di tre cime all'italiana di verde movente dalla punta e accostata da due lettere maiuscole di nero la "S" a destra, la "C" a sinistra; al capo d'azzurro al sinistrocherio vestito alla francescana, stimmatizzato di rosso attraversato da un destrocherio simile, ignudo di carnagione stimmatizzato di rosso. Lo scudo a forma di testa di cavallo è circondato dal cordone francescano, con i tre nodi visibili, uno sopra il capo e due ai fianchi, e con le sue estremità svolazzanti in basso.

Dopo lo stemma si è provveduto al restyling del sigillo della stessa Custodia Generale in cui si sono voluti riprendere gli elementi dell’antico sigillo del Sacro Convento di cui il typarium esposto presso il Museo del Tesoro della Basilica che, databile all’anno 1443, riporta sul bordo, a caratteri gotici, la legenda: S. SACRI CONVENTUS. ASISII. ORDINIS M.
Ideato e realizzato dallo stesso Marco Foppoli è stato da lui così descritto:
Sigillo a forma di mandorla raffigurante san Francesco visto di fronte, con le braccia sollevate, le mani e il costato segnati dalle stimmate visibili, con ai piedi un frate francescano inginocchiato ed orante. Le figure poste in un'edicola a modanature architettoniche circondata dal cordone francescano. Legenda: SIGILLUM COSTIDIAE GENERALIS SACRI CONVENTUS ASSISIENSIS.

Approvato dal Custode generale con il suo Definitorio nella sessione definitoriale del 3 febbraio 2014, il nuovo sigillo è stato definitivamente adottato il 4 ottobre 2014, solennità del S.P.N. Francesco.

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.