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venerdì 26 gennaio 2018

Monari, Luciano (1942- ), vescovo

Luciano Monari
Vescovo di Piacenza-Bobbio (1995-2007)
Vescovo di Brescia (2007-2017)
Vescovo emerito di Brescia (2017- )

Evangelium non erubesco
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Blasonatura/descrizione
[01] D'argento, al Vangelo aperto e scritto IN PRINCIPIO AMEN di nero, foderato di rosso; cappato ricurvo, a destra d'azzurro, alla croce diminuita d'argento; a sinistra di rosso, ad un pane spezzato d'oro, ripieno d'argento. 

[02-03] [?] D'azzurro, alla croce diminuita d'argento e sul tutto un pane d'oro e un libro aperto foderato di rosso, posti l'uno sopra l'altro in palo

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di web.diocesi.brescia.it
02 pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it
03 pagina di www.lamoneta.it

Il motto e lo stemma - disegno di Maria Cristina Sintoni, blasone di Maurizio Carlo Alberto Gorra - sono così presentati nella pagina di web.diocesi.brescia.it
La forma dello scudo, a calice, è senza alcun dubbio lo stemma più appropriato per un ecclesiastico.
La scelta del cappato per le partizioni, da qui la somi- glianza con lo stemma papale, è ricondotta al desiderio di onorare il Santo Padre Benedetto XVI.
I metalli: oro e argento. I colori: azzurro e rosso.
L’argento, rappresentato dal bianco, ad indicare il candore, l’innocenza e la purezza; metallo appropriato per elevare il testo più prezioso della Santa Madre Chiesa: il Vangelo. Il libro ha la copertina di rosso, colore che rappresenta l’Amore professato dalla Fede Cristiana, il colore della Passione di Cristo, rosso come il sangue di Cristo, ma anche amore verso Dio e verso il prossimo. Porta la scritta: “IN PRINCIPIO AMEN”.
“In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum” ovvero: “In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio”. Così inizia la il Vangelo dell’evangelista Giovanni Il Verbo, ovvero Dio, il principio di tutte le cose.
Amen è la parola usata da Gesù nel Nuovo Testamento quando, per introdurre principi fondamentali, li faceva precedere dalla parola Amen, a significare: “In verità vi dico; Ciò che dico è vero e certo”. Usata anche alla fine delle preghiere liturgiche, Amen assume nel nostro caso la valenza della fine delle cose: “In Principio, Amen – Inizio e Fine”.
“In principio” sono le prime parole della Bibbia; “Amen” è l’ultima.
L’azzuro del campo e il bianco (argento) della croce della cappa a sinistra dell’osservatore (destra araldica) sono anche i colori dell’Assunta, alla cui Gloria è dedicata la Cattedrale di Brescia. Gli stessi sono anche i colori della brescianità.
Oltre ai numerosi significati simbolici della Croce, occorre ricordare che una delle reliquie più amate dai bresciani sono le Sante Croci conservate nel Duomo Vecchio, o Rotonda.
L’oro è rappresentato dal giallo; metallo considerato il più nobile, vuol significare la Luce, la Fede e la ricchezza. D’oro è il pane spezzato, contenuto nella cappa su campo rosso a destra dell’osservatore (sinistra araldica).
Nell’Oriente antico il pane non era tagliato ma spezzato: questo gesto figurato voleva significare il desiderio di condividere con altri il cibo. Il colore rosso del campo è il colore di Piacenza, nella cui diocesi l’Episcopus ha svolto in precedenza il suo ministero episcopale.
Il motto nel cartiglio: Evangelium Non Erubesco, è tratto dalla lettera di San Paolo ai Romani (1,16): “Non enim erubesco Evangelium”. Il senso è: “So quanto sia grande il valore del vangelo, per questo non mi vergogno di esserne servo e amministratore”. 

Coletti, Diego (1941- ), vescovo

Diego Coletti
Vescovo di Livorno (2000-2006)
Vescovo di Como (2006-2016)
Vescovo emerito di Como (2016- )

Consummati in unum

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.diocesidicomo.it

Il motto e lo stemma sono così presentanti nella pagina di www.diocesidicomo.it

1. il motto
CONSUMMATI IN UNUM
La chiave d’interpretazione dello stemma è data dalle tre parole del motto che sta alla base dello stesso. Esse sono la traduzione latina di una frase di Gesù riportata nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 17, versetto 23. Gesù sta pregando il Padre e gli chiede, a proposito dei suoi discepoli: “fa’ che siano perfetti nell’unità [= consummati in unum] affinché il mondo creda…”.
L’evangelista usa la radice della stessa parola “perfetti” in altri due testi molto importanti: quando dice che Gesù: “avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” [= perfezione]; e quando registra l’ultima parola di Gesù morente sulla croce: “Tutto è compiuto” [=perfetto].
Saremo “perfetti nell’unità”, nella comunione della Chiesa, cioè saremo “Consummati in unum”, se custodiremo il dono dello Spirito santo che ci permette di vivere e di morire come Gesù, amandoci gli uni gli altri come Lui ci ha amato; cioè amando fino alla fine, fino alla perfezione, fino alla consumazione, le persone umane con le quali camminiamo nella storia.
Come a dire: la prima preoccupazione del Vescovo deve essere quella di favorire e consolidare la comunione fraterna, l’amore reciproco e la collaborazione tra tutti i discepoli di Gesù nella costruzione del Regno di Dio e nella evangelizzazione del mondo.
2. il quadrante in basso a sinistra
L’AGNELLO “RITTO COME IMMOLATO”
la consummatio pasquale
La comunione fraterna tra i cristiani non è l’effetto della buona volontà umana, o la conseguenza di un generico “vogliamoci bene”; essa è il dono che ci viene dall’Agnello pasquale. Il libro dell’Apocalisse lo presenta come ferito a morte, come immolato, ma ritto sul trono; come tale, l’Agnello è l’unico in grado di aprire i sette sigilli che chiudono il grande libro della storia dell’umanità. Egli è il fondamento della comunione.
3. il quadrante in basso a destra
LE SPIGHE E IL PANE SPEZZATO
la consummatio eucaristica
La comunione fraterna viene poi alimentata dall’Eucaristia. Il Corpo di Cristo spezzato per amore, ci riunisce come il pane fonde in se stesso i chicchi di grano ancora separati nelle spighe. Viene così alimentata la vita della Chiesa: una com-unione “consumata”, sempre in cammino verso la perfezione, alla quale è legata la credibilità dei discepoli del Signore: “da questo vi riconosceranno… dall’amore che avrete gli uni per gli altri”.
4. il quadrante superiore
LA COMUNIONE TRINITARIA
la consummatio nella sua origine divina
Tutto è avvolto dal simbolo trinitario (le tre stelle) che indica la fonte divina dell’unità tra diversi “consumata” (perfetta) nell’eterno atto d’amore che è il Dio dei cristiani.

sabato 14 ottobre 2017

Gasparri, Pietro (1853-1934), arcivescovo, cardinale di SRC

Pietro Gasparri
Arcivescovo titolare di Cesarea di Palestina (1898-1907)
Internunzio apostolico in Bolivia, Perù ed Ecuador (1898-1901)
(1901-1904)
Cardinale del titolo di San Bernardo alle Terme Diocleziane
(1907-1915, in commendam dal 1915)
Cardinale del titolo di San Lorenzo in Lucina (1915-1934)

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Riferimenti biografici
pagina di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di www.araldicavaticana.com
02 scheda di www.biddr.ch
03 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

lunedì 20 marzo 2017

Cappio, fr. Luís Flávio, OFM (1946- )

Fr. Luís Flávio Cappio
Ordine dei Frati Minori

Vescovo di Barra (1997- )

Que todos tenham vida

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.or

Lo stemma e il motto sono così presentati nella pagina (Chão da Barra - Nº 72 - Dez-2012) di chaodabarra.blogspot.it:
O Brasão é um distintivo que representa o programa de vida, de atividades e as metas fundamentais que o bispo diocesano - hoje Dom Frei Luiz Flávio Cappio - deseja atingir e realizar em favor do Povo de Deus, durante o tempo em que tem a missão de conduzir a Diocese. Veja como é belo o Brasão atual:
1. Chapéu e franja: símbolo da dignidade episcopal que deve ser entendida como serviço à comunidade diocesana da qual o bispo é Pastor! 2. A letra T: é o TAU - a Cruz de São Francisco, símbolo da Ordem dos Frades Menores Franciscanos a qual pertence nosso bispo Frei Luiz. 3. A pombinha branca: representa o Divino Espírito Santo - fonte de Luz e de Vida para a Igreja. 4. Pão: o pão material que é alimento universal e o pão espiritual que é a Eucaristia. 5. Peixe: além de ser o símbolo de Cristo na Igreja Primitiva, é o alimento do povo beiradeiro do rio São Francisco, fonte de vida para o povo sertanejo. 6. Mandacaru: é um símbolo do Sertão - a planta que resiste à seca. Representa as exigências espinhosas do ministério episcopal e também os sofrimentos do povo sertanejo. 7. Sol: O sol cruel do sertão é o símbolo de Cristo Ressuscitado, Princípio de Esperança - “Sol da Justiça”, “Sol nascente que nos veio visitar” - Aquele que torna a cruz leve e o fardo suave. 8. “QUE TODOS TENHAM VIDA” é o princípio da ação pastoral do nosso bispo, Frei Luiz, baseado em Jo 10, 10.

Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2017