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giovedì 21 marzo 2024

Piccinotti, Giordano, S.D.B. (1975- ), arcivescovo

Giordano Piccinotti
Società Salesiana di San Giovanni Bosco
Arcivescovo titolare eletto di Gradisca, 2024-
Presidente del patrimonio della Sede Apostolica, 2024-

Non nobis Domine

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

giovedì 1 febbraio 2024

Varriano, fr. Bruno, O.F.M. (1971- ), vescovo

Fr. Bruno Varriano
Ordine dei Frati Minori
Vescovo titolare eletto di Astigi, 2024
Ausiliare di Gerusalemme dei Latini, 2024

Secundum verbum tuum


Descrizione/blasonatura

Fonti biografiche
pagina di www.catholic-hierarchy.org

venerdì 3 aprile 2020

Paganelli, Natale, S.X. (1956- ), vescovo

Natale Paganelli
Pia società di San Francesco Saverio per le missioni estere (Saveriani)
Amministratore apostolico di Makeni (2012- )
Vescovo di Gadiaufala (2015- )

In omnibus Christus

Nella pagina di dg.saveriani.org lo stemma e il motto sono così presentati:
La barca con vela spiegata indica l'invio 'ad gentes', del Vescovo, ovvero la missione di portare la croce (innalzata sulla vela) e la redenzione cristiana alle genti lontane.
Il monogramma di Cristo nella cappa destra dello scudo (ovvero alla sinistra di chi guarda) significa che tutta la sua azione è ispirata e guidata dalla figura e dall'insegnamento di Cristo.
La stella nella cappa sinistra indica la Madonna, invocata a protezione della propria missione.
Il motto: IN OMNIBUS CHRISTUS indica come Cristo domina in ogni persona, in ogni attività ed in ogni cosa.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
pagina di dg.saveriani.org

mercoledì 1 aprile 2020

Dal Cin, Fabio (1965- ), arcivescovo

Fabio Dal Cin
Arcivescovo, Prelato di Loreto (2017- )
Delegato pontificio per il Santuario Lauretano (2017- )
Delegato pontificio per la Basilica di Sant'Antonio in Padova (2017- )

In te Domine speravi

Blasonatura/descrizione
D’oro cappato d’azzurro, all’àncora a tre marre di nero, cordata di rosso, posta in banda; la cappa destra alla stella (7) d’argento; la cappa sinistra al giglio dello stesso

Il motto e lo stemma sono così presentati nella pagina di www.prelaturaloreto.it:
Per il proprio motto episcopale l’Arcivescovo Dal Cin ha scelto queste parole tratte dal Salmo 31: ”In te Domine speravi, non confundar in aeternum, in iustitia tua libera me.”- “In te Signore mi sono rifugiato, mai sarò deluso; per la tua giustizia salvami”.
Interpretazione
L’ornamento esterno allo scudo, caratterizzante lo stemma di un Arcivescovo, oltre ai venti fiocchi verdi, è la croce astile arcivescovile.
Tale croce, detta anche “patriarcale”, a due bracci traversi, identifica appunto la dignità arcivescovile: infatti, nel XV secolo, essa fu adottata dai Patriarchi e, poco dopo, dagli Arcivescovi.
Alcuni studiosi ritengono che il primo braccio traverso, quello più corto, volesse richiamare il cartello con l’iscrizione “INRI”, posto sulla croce al momento della crocifissione di Gesù.
Nel lembo destro della cappa (va ricordato che “destra” e “sinistra” in araldica sono invertite rispetto a chi guarda in quanto tali posizioni sono riferite, per storica tradizione, alla destra e alla sinistra di chi regge lo scudo davanti a sé) è posta una stella, classico simbolo mariano tratto dalle Litanie Lauretane (Stella matutina); è evidente il richiamo alla Vergine Immacolata, nella cui festa liturgica Mons. Dal Cin ha ricevuto l’ordinazione presbiterale, e al Santuario della Santa Casa di Loreto.
Sant’Antonio da Padova è il titolo della Parrocchia d’origine di Don Fabio, Sarmede, e ricorda altresì la Basilica del Santo dove Mons. Dal Cin è chiamato ad essere il Delegato pontificio. Il Santo dei Miracoli nell’iconografia viene sempre rappresentato nell’atto di reggere dei gigli che ne sono quindi divenuti il simbolo. Ecco il motivo per cui, nella parte sinistra della cappa troviamo un giglio in foggia araldica, conosciuto come fleur de lys.
Nella parte centrale dello scudo campeggia un’àncora, da sempre simbolo della Speranza cristiana, la speranza nella vita futura promessa da Dio e la si trova citata nella Lettera agli Ebrei: “Nella speranza infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita…” (Eb 6,19)
L’ancora è qui rappresentata nella foggia di quella dello stemma di San Pio X, il Papa che proveniva dalla marca trevigiana, terra di origine anche di Mons. Dal Cin e ciò vuole costituire un omaggio alla memoria del Santo Pontefice veneto.
Il colore della campitura principale dello scudo è l’oro, il primo tra i metalli preziosi, simbolo quindi della prima delle virtù teologali, la Fede. Il rosso della fune rappresenta la virtù della Carità per la quale si ama Dio e il prossimo fino al martirio. Sono perciò richiamate le tre virtù teologali: fede, speranza e carità.
L’azzurro delle cappe simboleggia l’ascesa dell’anima verso Dio, quindi il cammino delle virtù che si innalzano sulle cose di questa terra verso l’incorruttibilità della volta celeste.

Riferimenti araldici
pagina di www.prelaturaloreto.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.prelaturaloreto.it

venerdì 26 aprile 2019

Bodo, Cristiano (1968- ), vescovo

Cristiano Bodo
Vescovo di Saluzzo (2016- )

Caritas numquam excidit

Blasonatura/descrizione
[?] Di rosso al mezzo busto del buon pastore d'argento; incappato abbassato d'azzurro caricato a destra da due spighe d'oro in palo sormontate da una fiamma dello stesso, a sinistra dalla lettera M d'oro sormontata da una stella (8) dello stesso

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

domenica 1 luglio 2018

Mazza, Claudio (1942- ), vescovo

Claudio Mazza
Vescovo di Fidenza (2007-2017)
Vescovo emerito di Fidenza (2017- )

Omnia cooperantur in bonum

Blasonatura/descrizione
D'argento, alla Croce sostenuta dalla centrale di tre colline affiancate verdeggianti, caricata sulla traversa della scritta d'oro TUTTO E' GRAZIA, ramifera alla base di due tralci di uva nera, pampinosi, il tutto al naturale; e sormontata da tre fiamme ardenti al naturale in forma di globo. Cappato ritondato: nel 1° di rosso a due rami di palma (d'oro) decussati e posti in banda, nel 2° d'azzurro alla conchiglia d'argento posta in sbarra.

«S.E. Mons. Carlo Mazza ha voluto raffigurare il luogo della sua nascita, Entratico di Bergamo, nelle colline verdi e nella vigna (richiamo alla cultura contadina), nonchè ricordare le colline che caratterizzano il territorio a sud di Fidenza, Diocesi nella quale è chiamato a svolgere il suo ministero pastorale; nello stesso tempo ha voluto riassumere la sua crescita e il suo percorso spirituale nella frase del Dottore della Chiesa Santa Teresa di Gesù Bambino tutto è grazia incisa in oro nel braccio della Croce. Questa "crescita" avviene sotto la luce e il calore della Grazia, rappresentata dal globo di fuoco formato da tre fiamme, chiaro richiamo alla SS. Trinità. La cappa rossa e le due palme d'oro incrociate simboleggiano "l'incontro" tra il martire Sant'Alessandro, Patrono di Bergamo, e San Donnino, Patrono di Fidenza, che entrambi subirono la decapitazione per la loro testimonianza a Cristo. La cappa azzurra e la conchiglia d'argento riassumono la lunga attività di S.E. Mons. Carlo Mazza alla C.E.I., nell'ambito della Pastorale del Tempo libero, Turismo e Sport. Il simbolo dei pellegrini, la conchiglia, è anche un richiamo all'importanza di Fidenza come tappa verso Roma di coloro che percorrevano la Via Francigena. Mons. Vescovo ha scritto diversi contributi sul pellegrinaggio come cammino spirituale. Il motto nel cartiglio è tratto dalla lettera di San Paolo ai Romani: Omnia Cooperantur in bonum è la declinazione "scritturistica" di tutto è grazia» (pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it)

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.org (Armoriale dei vescovi italiani)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchi.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it

sabato 3 marzo 2018

Schreier, Raimund, O.Praem. (1952- ), abate

Raimund Schreier
Canonici Regolari Premostratensi
Abate di Wilten (1992- )

Ut credat mundus

Fonti immagini
pagina di www.tirolerportraits.it

Triendl, Hieronymus (1909-1957), abate

Hieronymus Triendl
Canonici Regolari Premostratensi
Abate di Wilten (1949-1955)

Fonti immagini
pagina di  www.tirolerportraits.it

Stöger, Alois, O.Praem. (1921-1998), abate

Alois II Stöger
Canonici Regolari Premostratensi
Abate di Wilten (1957-1992)
Fonti immagini
pagina di www.tirolerportraits.it

Egle, Markus, O.Praem. (1736-1820), abate

Markus Egle
Canonici Regolari Premostratensi
Abate di Wilten (1784-1820)

01a

Fonti immagini
01 pagina di www.tirolerportraits.it
01a pagina di www.tirolerportraits.it

Mayr, Andreas, O.Praem. ( -1661), abate

Andreas Mayr
Canonici Regolari Premostratensi
Abate di Wilten (1621-1650)


01a

Fonti immagini
01 pagina di www.tirolerportraits.it
01a pagina di www.tirolerportraits.it

Kammerlander, Simon, O.Praem. ( -1621), abate

Simon Kammerlander
Canonici Regolari Premostratensi
Abate di Wilten (1605-1621)

01a

Fonti immagini
01 pagina di www.tirolerportraits.it
01a pagina di www.tirolerportraits.it

venerdì 2 marzo 2018

Schuler, Heinrich, O.Praem. (1886-1949), abate

Heinrich VI Schuler
Canonici Regolari Premostratensi
Abate di Wilten (1922-1949)


02

02b

Fonti immagini
01 pagina di www.kulturraumtirol.at
02 pagina di www.tirolerportraits.it
02b pagina di www.tirolerportraits.it

Abbazia di Wilten

Canonica Wiltenensis
Stift Wilten

Secondo la leggenda, il monastero fu fondato dal gigante Aimone verso l'878. Già nel 565 un diario di viaggio menziona l'esistenza, in questo luogo, di una chiesa dedicata a San Lorenzo. All'inizio del XII secolo il territorio apparteneva alla Diocesi di Bressanone e l'allora vescovo Reginbert vi volle fondare un monastero affidato ai frati premostratensi provenienti dall'Abbazia di Roth. Tale comunità fu confermata il 30 aprile 1138 da papa Innocenzo II.
Durante il dominio bavarese (1807-1816) e sotto il nazionalsocialismo (1939-1945), il monastero fu abrogato, saccheggiato e parzialmente distrutto. Inoltre, a causa della sua vicinanza alla stazione ferroviaria e alla ferrovia del Brennero, il complesso monastico fu ripetutamente bombardato durante la seconda guerra mondiale. Il 13 giugno 1944, la chiesa collegiata fu colpita in modo particolarmente duro e non poté essere riaperta solo nel Natale del 1952. 

02
03

Riferimenti
pagina di de.wikipedia.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.premontre.org
sito ufficile

Riferimenti araldici
pagina di wikivisually.com

Fonti immagini
01 pagina di de.wikipedia.org
02 pagina di www.innsbruck.antonprock.at

Note
Lo stemma è così presentato nella pagina di wikivisually.com che cita al riguardo Franz-Heinz Hye, Das Wappen des Stiftes Wilten und seine Geschichte, in 850 Jahre Prämonstrastenser-Chorherrenstift Wilten, pp. 375–380:
Das seit dem 17. Jahrhundert nachweisbare Stiftswappen zeigt in Rot eine grüne, mit einem silbernen Balken belegte, leicht eingeschwungene Spitze, rechts einen silbernen Rost, links drei silberne Steine, der silberne Balken gilt als das Wappen des Riesen Haymon, der Rost als Attribut des hl. Laurentius und die Steine als Attribut des hl. Stephanus stehen für die beiden Patrone des Stiftes.
Wie die meisten Tiroler Klöster begann Wilten erst spät mit der Führung eines Wappens, die ältesten Darstellungen aus dem späten 15. Jahrhundert zeigen die Martersymbole der beiden Stiftspatrone in je einem Wappenschild, der Tiroler Historiograph Matthias Burglechner konstruierte im 17. Jahrhundert auf älteren Grundlagen ein Wappen für den legendären Gründer, das in einem grünen Schild einen silbernen Mittelbalken zeigte, dieser Balken wird häufig als Symbol für die Sill interpretiert, was allerdings unwahrscheinlich ist, da man dafür wohl einen (schrägen) Wellenbalken gewählt hätte. Abt Andreas Mayr (1621–1650) kombinierte schließlich die zwei Schilde der Stiftspatrone und den des Riesen Haymon in einem Wappenschild, wie er seitdem in Verwendung ist.


Abati

[...] 1470-1492: Stoll, Alexius, O.Praem.
1492-1498: Schmölzer, Jakob II, O. Praem.
1498-1530: Klinger, Leonhard, O.Praem.

1536-1576: Brunner, Johannes, O.Praem.
1576-1585: Krendl, Ulrich III, O.Praem.
1585-1594: Saurwein, Johannes, O.Praem.
1594-1601: Lercher, Christoph, O.Praem.
1601-1605: Kniepasser, Markus, O.Praem.
1605-1621: Kammerland, Simon, O.Praem.
1621-1650: Mayr, Andreas, O.Praem.

1651-1687: Löhr, Dominikus, O.Praem.

1693-1719: Stremer, Gregor von, O.Pream.
1719-1747: Stikler, Martin von, O.Praem.

1765-1778: Lizzi, Josef von, O.Praem.
1778-1782: Spergs, Norbert II von, O.Praem.

1784-1820: Egle, Markus, O.Praem.
1820-1851: Röggl, Alois I, O.Praem.

1922-1949: Schuler, Heinrich, O.Praem.
1949-1955: Triendl, Hieronymus, O.Praem.

1957-1992: Stöger, Alois II, O.Praem.
1992-       : Schreier, Rainund, O.Praem.

lunedì 26 febbraio 2018

Golser, Karl (1943-2016), vescovo

Karl Golser
Vescovo di Bolzano-Bressanone (2008-2011)
Vescovo emerito di Bolzano-Bressanone (2011-2016)

Christus pax nostra

02

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di pfarrei-seis.blogspot.it
02 pagina di www.tirolerportraits.it

Lo stemma e il motto sono così presentati nella pagina di pfarrei-seis.blogspot.it

Der Schild wird umrahmt von dem sogenannten grünen Prälatenhut, von dessen Schnüren beiderseits sechs Quasten herabfallen, und steht vor einem goldenen Kreuz. Darunter befindet sich das Motto von Bischof Karl Golser „Christus pax nostra“ (Christus unser Friede).
In Erinnerung daran, dass Karl Golser Landeskaplan des Malteser Ritterordens war, ist das Kreuz mit den acht Spitzen abgebildet, die den acht Seligpreisungen der Bergpredigt zugeordnet sind:
Selig, die arm sind vor Gott; denn ihnen gehört das Himmelreich.
Selig die Trauernden; denn sie werden getröstet werden.
Selig, die keine Gewalt anwenden; denn sie werden das Land erben.
Selig, die hungern und dürsten nach der Gerechtigkeit; denn sie werden satt werden.
Selig die Barmherzigen; denn sie werden Erbarmen finden.
Selig, die ein reines Herz haben; denn sie werden Gott schauen.
Selig, die Frieden stiften; denn sie werden Söhne Gottes genannt werden.
Selig, die um der Gerechtigkeit willen verfolgt werden; denn ihnen gehört das Himmelreich.“ (Mt 5,2-11)
Die vier innenliegenden Ecken sind den vier Kardinaltugenden zugeordnet: Klugheit, Gerechtigkeit, Tapferkeit und Mäßigung.
Der Schild bedient sich im Schildhaupt des von den Brixner Oberhirten gebrauchten Wappens mit dem Osterlamm, zum Ausdruck dessen, dass die Bischöfe von Bozen-Brixen aus deren ununterbrochener apostolischer Nachfolge hervorgehen.
Das Mittelfeld mit dem grünen Dreiberg auf goldenem Grund greift als „sprechendes Wappen“ den lautmalerischen und wohl auch etymologischen Gehalt des Familiennamens „Golser“ auf und setzt diesen mit dem lateinischen collis für Anhöhe, Hügel in Beziehung.
Im Symbol der Anhöhe und in den Farben der Natur und des Göttlichen kann zudem auch der Auftrag zur Bewahrung der Schöpfung verstanden werden.
Der Stern über dem grünen Dreiberg kann als Anklang an das Wappen der Stadt Bozen verstanden werden, in der nun der Bischof residiert. Zugleich aber sollte man auch an den Stern denken, der den Weisen aus dem Morgenland erschienen ist und der einlädt, Christus, den Herrn der Schöpfung und den Fürsten des Friedens, anzubeten.
In gleicher Weise kann man sich an den alten Diözesanpatron St. Kassian erinnern, dessen Lied mit den Worten beginnt: „O Stern ob unsern Talen, Sankt Kassian, gottgesandt, wie leuchten deine Strahlen, hell über Stadt und Land“.
Das (heraldisch) rechte Feld nennt Christus in der Verbindung der beiden griechischen Buchstaben Chi (X) und Rho (P) in den Farben Rot auf Silber. Das linke Feld nennt den Frieden und zeigt dafür im blauen Feld die weiße Friedenstaube mit dem Ölzweig. Die natürlichen Farben von Himmel und Taube unterstreichen die Bedeutung des friedlichen Zusammenlebens im Alltag.
 
Der Wahlspruch „Christus pax nostra“, der sich auf einem Schriftband befindet, verbindet die drei heraldischen Felder des Bischofs Karl Golser für die Diözese Bozen-Brixen. Das Band selbst ist aber Symbol der Verbindung, die auch das „SYN“, den Wahlspruch seines Vorgängers Bischof Wilhelm Egger, in das eigene Amtsverständnis mit aufnimmt.

lunedì 8 gennaio 2018

Palletti, Luigi Ernesto (1956- ), vescovo

Luigi Ernesto Palletti
Vescovo ausiliare di Genova (2004-2012)
Vescovo titolare di Fondi (2004-2012)
Vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato (2012- )

In verbo tuo


Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.diocesilaspezia.it

giovedì 21 dicembre 2017

Bertone, Tarcisio, S.D.B. (1934- ), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Tarcisio Bertone
Società Salesiana di San Giovanni Bosco
Arcivescovo metropolita di Vercelli (1991-1995)
Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede (1995-2002)
Arcivescovo metropolita di Genova (2002-2006)
Cardinale del titolo pro illa vice di Santa Maria Ausiliatrice in via Tuscolana (2003-2008)
Segretario di Stato di Sua Santità (2006-2013)
Camerlengo di Santa Romana Chiesa (2007-2014)
Cardinale vescovo di Frascati (2008- )

Fidem custodire concordiam servare

02
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04
Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.iagiforum.info

Fonti immagini
01-03 pagina www.iagiforum.info
04 pagina di www.marcofoppoli.com

domenica 26 novembre 2017

Ghizzoni, Lorenzo (1955- ), vescovo, arcivescovo

Lorenzo Ghizzoni
Vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla (2006-2012)

Vescovo titolare di Ottana (2006-2012)
Arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia (2012- )

In sapientia crucis pax

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it

Oddi, Niccolò, S.J. (1715-1767), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Niccolò Oddi
Compagnia di Gesù (Gesuiti)
Arcivescovo titolare di Traianopoli di Rodope (1754-1764)
Nunzio apostolico in Germania (1754-1760)
Nunzio apostolico in Svizzera (1759-1764)
Arcivescovo metropolita di Ravenna (1764-1767)
Cardinale del titolo di Santa Maria in Ara Coeli (1766-1767)

Blasonatura/descrizione
D'argento, incappato d'azzurro, a sei armille, quattro nel capo e due in punta, dell'uno nell'altro



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Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it (Dizionario biografico degli italiani)

Riferimenti araldici
pagina di www.conomix.it

Fonti immagini
01-02 pagina di upload.wikimedia.org
03 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

giovedì 16 novembre 2017

Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani)

Ordine dei Frati Predicatori
Ordo Fratrum Predicatorum

L'Ordine sorse agli inizi del XIII secolo ad opera di san Domenico di Guzman da cui gli appartenenti all'Ordine sono comunemente detti "domenicani"

Riferimenti
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.araldicavaticana.com

Blasonatura/descrizione
Cappato d’argento (o di bianco) e di nero gambato del medesimo, e una palma d’oro e un giglio, i capi passanti in decusse in una corona d’oro broccante sul tutto; una stella a 6 o 8 raggi d’oro in alto del capo; l’argento caricato di un libro di rosso, sul quale è coricato un cane di nero con collare d’argento poggiante la zampa sopra un globo imperiale d’azzurro centinato e sormontato da una croce d’oro, stringente in bocca una torcia di nero accesa di rosso. 

Croce domenica 
Grembiato di nero e d’argento di 8 pezzi caricato dalla croce gligliata dell’uno e dell’altro; sovente vi è una bordura composta di 8 pezzi di nero e d’argento, caricata di 8 stelle alternate a 8 bisanti dell’uno e dell’altro. 

stemmi con emblema dei domenicani da identificare: NN_038;




ambito veneto, prima metà XVI sec. (1500-1543) [004]



ambito campano (Antonio Giacomo Caruso), 1618 [005]


ambito napoletano, ultimo quarto XVII sec. [002]


ambito napoletano, XVII sec. [006]


ambito ravennate, primo quarto XVIII sec. [003]

bottega veneta (Giorgio Massari, dis.), 1740-1744 [007]

Fonti immagini
001 pagina di www.domenicani.net
002 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
003 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
004 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
005 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

006 scheda di www.beweb.chiesacattalica.it
007 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it