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domenica 4 febbraio 2018

Martinoli, Giuseppe (1903-1994), vescovo

Giuseppe Martinoli
Amministratore apostolico del Ticino (1968-1971)
Vescovo titolare di Campli (1968-1971)
Vescovo di Lugano (1971-1978)
Vescovo emerito di Lugano (1978-1994) 

In umiltà e carità

Blasonatura/descrizione
Inquartato: al I e IV partito d'azzurro e di rosso (armi del Cantone Ticino con i colori invertiti), alla graticola di san Lorenzo d'argento sul tutto; al II e III d'argento al giglio rosso

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.diocesilugano.ch
pagina di www.hls-dhs-dss.ch (Dizionario storico della Svizzera)

Riferimenti araldici
pagina di www.diocesilugano.ch

Fonti immagini
pagina di www.diocesilugano.ch

Togni, Ernesto (1926- ), vescovo

Ernesto Togni
Vescovo di Lugano (1978-1985)
Vescovo emerito di Lugano (1985- )

Al servizio della vostra gioia

Blasonatura/descrizione
Inquartato: al I e IV partito d'azzurro e di rosso (colori del Cantone Ticino invertiti), alla graticola di San Lorenzo d'oro sul tutto; al II e III d'argento alla torre di rosso.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di www.diocesilugano.ch

Riferimenti araldici
pagina di www.diocesilugano.ch

Fonti immagini
pagina di www.diocesilugano.ch

Lo stemma è così presentato nella pagina di www.diocesilugano.ch
Lo stemma della Diocesi di Lugano, definitivamente stabilito nel I948 (Can. L. Dupont-Lachenal, in «Archivio Araldico Svizzero», I948, p. 33, e in «Monitore Ecclesiastico», I949, N. 1), riprende con brisura lo stemma cantonale -invertendo la posizione dei colori- sul quale è posto l'attributo di San Lorenzo, patrono della Cattedrale di Lugano e della Diocesi.
La torre, simbolo della Chiesa, ricorda anche il castello che figura negli stemmi Togni ticinesi e nello stemma di Brione Verzasca, comune d'origine della famiglia del nuovo vescovo.
Gli attributi esterni sono fissati da B.B. Heim, «Coutumes et Droit Héraldique de l'Église», Parigi, I949, e confermati dalle disposizioni emanate con motu proprio da Paolo VI.

Corecco, Eugenio (1931-1995), vescovo

Eugenio Corecco
Vescovo di Lugano (1986-1995)

In omnibus aequitas quae est Deus

Blasonatura/descrizione
Inquartato: al I e IV campo d'azzurro e di rosso, alla graticola di san Lorenzo d'oro sul tutto; al II e III d'argento al busto di san Gottardo di Hildesheim, tenente il pastorale nella destra e sostenente un modellino di chiesa con la sinistra, il tutto di rosso

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.amicicorecco.org

Riferimenti araldici
pagina di www.diocesilugano.ch

Fonti immagini
pagina di www.diocesilugano.ch

Lo stemma è così presentato nella pagina di www.diocesilugano.ch
Motivazione della scelta di San Gottardo, come simbolo personale del vescovo.
San Gottardo fu prima abate in Baviera e poi vescovo di Hildesheim all'inizio dell'undicesimo secolo. Un precursore della cultura europea che ha fondato una scuola di musica e di pittura, che nei brevi anni del suo episcopato ha costruito ben 30 chiese ed è per questo che l'iconografia rappresenta il Santo con un modellino di chiesa. Non saranno le chiese quelle che mancano oggi, ma un vescovo è costruttore della chiesa di Cristo, per cui San Gottardo è stato scelto come patrono dal vescovo Eugenio. Il suo culto si è diffuso in tutta l'Europa, dal nord della Germania a Milano, dove esistono due chiese in suo onore, dalla Lituania alla Spagna.
Il colle San Gottardo poi è il simbolo di tutto il Ticino, della nostra unità etnica e culturale, della nostra italianità. Ha determinato la storia di tutte le genti che ci hanno preceduto in queste vallate e nelle quali si riconosce ogni ticinese.

Note
Nel 1° e nel 4° cantone lo stemma della diocesi di Lugano

Torti, Giuseppe (1928-2005), vescovo

Giuseppe Torti
Vescovo di Lugano (1995-2004)
Vescovo emerito di Lugano (2004-2005)

Fides per opera

Blasonatura/descrizione
Inquartato: al 1° e 4° partito d'azzurro e di rosso, alla graticola di san Lorenzo d'oro sul tutto; al 2° e 3° d'argento al manto di san Martino di rosso steso su una spada d'azzurro posta in sbarra

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di www.diocesilugano.ch

Fonti immagini
pagina di www.ngw.nl

Lo stemma è così presentato nella pagina di www.diocesilugano.ch
Martino di Tours, evangelizzatore della Gallia e padre del monachesimo in Occidente, è il primo santo non martire. Vissuto nel sec. IV era nato a Sabaria in Pannonia. Formatosi a Pavia, fu dapprima soldato. Alle porte di Amiens divise il suo mantello di cavaliere con un povero. Diventato cristiano, si stabilì a Poitiers e fu amico di s. Ilario. Fondò il monastero di Ligugé. Vescovo di Tours nel 371, continuò l'austera vita del monaco, distinguendosi per lo zelo pastorale: preghiera, annuncio del Vangelo, carità. Forte assertore dell'ortodossia, fu antesignano dell'ecumenismo, intervenendo a favore dei priscillinaristi. Propugnò l'indipendenza della Chiesa dallo Stato.
San Martino divenne popolarissimo in tutto l'Occidente: in Francia è il santo cui è dedicato il maggior numero di chiese e molte località portano il suo nome.
Anche in Ticino gli sono dedicate numerose chiese, tra cui quella di Ronco s/Ascona, il paese del vescovo Giuseppe.
Il mantello e la spada dello stemma, oltre al riferimento al santo, sono carichi di simbolismo biblico: tra l'altro, il mantello allude alla carità e la spada all'efficacia della parola di Dio.

Note
Nel 1° e 4° cantone lo stemma della diocesi di Lugano