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martedì 27 novembre 2018

Marongiu Del Rio, Diego (1819-1905), arcivescovo

Diego Marongiu Del Rio
Arcivescovo di Sassari (1871-1905)

Blasonatura/descrizione
albero al naturale uscente da terrazzo dello stesso accompagnato a sinistra dal - nome di MARIA in lettere maiuscole di nero e a destra da - un agnello passante al naturale su rosso - veliero a 2 alberi al naturale su mare dello stesso uscente dalla punta su azzurro

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

martedì 15 maggio 2018

Torre, Giacinto della, O.E.S.A. (1747-1814), arcivescovo

Giacinto Vincenzo della Torre
Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino (Agostiniani)
Arcivescovo di Sassari, 1790-1797
Arcivescovo, Vescovo di Acqui, 1797-1805
Arcivescovo metropolita di Torino, 1805-1814

Blasonatura/descrizione
[?] (D'azzurro), alla torre (di rosso), aperta e finestrata del campo, con due scettri (d'oro), gigliati in ambedue le estremità e decussati, attraversanti sul tutto (arma Della Torre). Con due capi sovrapposti: di ... all'aquila bicipite di ... coronata; emblema dell'ordine agostiniano (cuore fiammeggiante trafitto da una fraccia e cintura sopra libro chiuso)

Per disposizione di Napolene I, che non gradiva gli antichi emblemi araldici, mons. Della Torre abbandonò lo stemma di famiglia per adottare un stemma provisorio che, all'interno dello scudo, era carico di un monogramma con le sue iniziali (GDT) [02-03]. In seguito di fregiò di uno stemma conforme alle nuove regole dell'araldica napoleonica [04]. Tale stemma è diviso in quattro parti: due sono occupate dagli stemmi delle famiglie paterna e materna; un'altra, quella con la serpe attorcigliata allo specchio, era concessa unicamente ai senatori imperiali; l'altra parte ha la croce, chiaro riferimento alla dignità arcivescovile (cf G. Tuninetti - G. D'Antino, Il cardinal Domenico Della Rovere, costruttore della cattedrale, e gli arcivescovi di Torino dal 1515 al 2000. Stemmi, alberi genealogici e profili biografici, Catalupa (Torino), Effatà Editrice, 2000, pp. 159-160)


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Blasonatura/descrizione
Inquartato: nel 1° d'azzurro, a una serpe d'oro che guarda in uno specchio d'argento; nel 2° d'azzurro, a una torre di rosso con porta aperta, con il capo d'oro (Della Torre); nel 3° di rosso, a una banda d'oro, con il capo d'argento a due arnie d'oro (Melano); nel 4° d'argento, alla croce ancorata d'oro

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it (Dizionario biografico degli italiani) 
G. Tuninetti - G. D'Antino, op.cit., pp. 161-166

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.org (Della Torre)
pagina di www.cognomix.it
Claude Aliquot, L'église concordataire er les armoiries de ses prélats, Palmiers 2016, p.97 (online alla pagina di digitalbooks.napoleon.org)

Fonti immagini
02 frontespizio della lettera pastorale stampata a Torino nel 1797
03 frontespizio della omelia pubblicata a Torino nel [1805]
04 pagina di www.palazzomadamatorino.it
05 G. Tuninetti - G. D'Antino, op.cit., p. 159

Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2026

domenica 13 maggio 2018

Fossati, Maurilio, O.SS.G.C.N. (1930-1965), vescovo, arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Maurilio Fossati
Oblati dei Santi Gaudenzio e Carlo o Missionari di Maria (Preti di san Gaudenzio)
Vescovo di Galtelli-Nuoro (1924-1928)
Amministratore apostolico di Ogliastra (1925-1927)
Vescovo di Nuoro (1928-1929)
Arcivescovo metropolita di Sassari (1929-1930)
Arcivescovo metropolita di Torino (1930-1965)
Cardinale del titolo di San Marcello (1933-1965)
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (1954-1958)

Gressus meos dirigere
(Guida i miei passi)



Blasonatura/descrizione
Inquartato: nel 1° d'azzurro, al busto di san Carlo Borromeo di carnagione nell'atto di benedire; nel 2° partito d'argento e di rosso, a due stelle di cinque raggi dell'uno nell'altro; nel 3° d'azzurro, ad una targa d'argento recante il motto humilitas; nel 4° partito di rosso e d'argento, ad una stella di cinque raggi nel mezzo dei colori predetti ma contrapposti

La presenza di san Carlo e della targa col motto del santo arcivescovo ambrosiano (humilitas) indicano la devozione del prelato al santo del suo paese natale, Arona, e l'appartenenza agli Oblati dei Santi Gaudenzio e Carlo. La seconda partizione è ispirtata allo stemma dei Fossati di Novara, nobili, ma non parenti del prelato stesso (cf G. Tuninetti - G. D'Antino, Il cardinal Domenico Della Rovere, costruttore della cattedrale, e gli arcivescovi di Torino dal 1515 al 2000. Stemmi, alberi genealogici e profili biografici, Catalupa (Torino), Effatà Editrice, 2000, pp. 223-224)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.araldicavaticana.com

giovedì 28 dicembre 2017

Parodi, Emilio, C.M. (1854-1916), arcivescovo

Emilio Parodi
Congregazione della missione (Lazzaristi o Vincenziani)
Arcivescovo coadiutore di Sassari (1905)
Arcivescovo titolare di Pessinonte (1905)
Arcivescovo di Sassari (1905-1916)


01b
Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

sabato 18 novembre 2017

Manca, Andrea ( -1652), vescovo, arcivescovo

Andrea Manca
Vescovo di Ampurias e Civita (1633-1644)
Arcivescovo di Sassari (1644-1652)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Riferimenti araldici
pagina di www.conomix.it

Fonti immagini

pagina di www.araldicasardegna.org

venerdì 17 novembre 2017

Bacallar, Andrés (1543-1612), vescovo, arcivescovo

Andrés Bacallar
Vescovo di Alghero (1578-1604)
Arcivescovo metropolita di Sassari (1604-1612)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini

sito www.araldicasardegna.org (Palazzi, quadri e oggettistica - Stemmi - Stemma della famiglia Bacallar); vedi anche pagina di www.sa-sardegna.beniculturali.it

martedì 7 novembre 2017

Gianotti, Giovanni Antonio (1784-1863), arcivescovo

Giovanni Antonio Gianotti
Arcivescovo metropolita di Sassari (1833-1837)
Arcivescovo, Vescovo di Saluzzo (1837-1863)


01a
02

Blasonatura/descrizione
[?] D'azzurro, al leone coronato, tenente una lancia, d’oro, con la fascia d’argento filettata di nero, attraversante

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di www.accademiasarda.it

Fonti immagini
02 scheda di www.beweb.cattolica.it

Ultimo aggiornamento 11 febbraio 2020

giovedì 19 ottobre 2017

Saba, Gian Franco (1968- ), arcivescovo

Gian Franco Saba
Arcivescovo metropolita di Sassari (2017- )

Dilectione amplectere Deum


Blasonatura
Partito: nel 1° d’oro, alla fede di carnagione e di moro posta in banda; nel 2° d’azzurro al libro aperto d’argento attraversato da un caduceo di rosso posto in palo; al capo di rosso caricato di una croce d’argento

Riferimenti biografici
pagina di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org 
pagina di www.arcidiocesisassari.it

Fonti immagini
pagina di www.arcidiocesisassari.it

Presentazione del motto e interpretazione dello stemma dalla pagina di www.arcidiocesisassari.it
Il motto:
DILECTIONE AMPLECTERE DEUM (Sant’Agostino, “De Trinitate” Liber VIII,12)
Per il proprio motto episcopale l’Arcivescovo Saba ha scelto queste parole tratte dal “De Trinitate” di sant’Agostino: “Abbraccia il Dio Amore e abbraccia Dio con l’amore (amplectere dilectionem Deum, et dilectione amplectere Deum”.
Interpretazione
Gli ornamenti esterni caratterizzanti lo stemma di un Arcivescovo Metropolita, oltre ai venti fiocchi verdi pendenti ai due lati dello scudo, sono la croce astile arcivescovile e il pallio. Tale croce, detta anche “patriarcale”, a due bracci traversi, identifica appunto la dignità arcivescovile: infatti, nel XV secolo, essa fu adottata dai Patriarchi e, poco dopo, dagli Arcivescovi.  Alcuni studiosi ritengono che il primo braccio traverso, quello più corto, volesse richiamare il cartello con l’iscrizione “INRI”, posto sulla croce al momento della Crocifissione di Gesù. Il pallio viene posto nello stemma degli Arcivescovi con giurisdizione metropolitana, come in questo caso; cioè di Arcivescovi che presiedono una provincia ecclesiastica costituita da più diocesi chiamate suffraganee. Nella parte destra dello scudo (va ricordato che destra e sinistra in araldica sono invertite rispetto a chi guarda in quanto tali posizioni sono riferite, per storica tradizione, alla destra e alla sinistra del possessore dello scudo  che lo reggeva davanti a sé) appare un simbolo che in araldica viene definito “fede”, cioè due mani che si stringono.  Un insigne ed erudito storico e araldista del XIX secolo, Berardo Candida Gonzaga così definisce tale figura: “simbolo [...] d'una mutua unione, di riconciliazione, di alleanza e di conclusione di un contratto di pace”. Nel nostro caso questo simbolo è costituito da una mano di carnagione chiara che afferra una mano scura; di tutta evidenza il richiamo al concetto di solidarietà che, nel contesto attuale, si esplica nell’aiuto e soccorso ai migranti, ai nostri fratelli che attraversano il Mediterraneo, questo mare ricco di storia e cultura che oggi, parafrasando le parole di Papa Francesco, assume giorno dopo giorno la dimensione di “un immenso cimitero” per le genti delle periferie del mondo; guardando tale disegno sembra quasi di assistere allo sforzo di chi presta amorevole soccorso per trarre dall’acqua chi vi si dibatte in pericolo di vita.  Il “campo” su cui poggiano le due mani è in oro, il primo tra i metalli nobili, simbolo quindi della prima Virtù, la Fede; infatti, è la Fede che rende ancora più forte e dinamica la Carità che origina il gesto di amore verso il fratello in difficoltà. Nella parte sinistra appaiono due figure che richiamano l’ascendenza dell’Arcivescovo.  Il cognome Saba fa subito pensare all’antico regno di Saba, noto nella storia per la sua floridezza e per i ricchi scambi commerciali che intratteneva con i regni vicini, soprattutto di spezie e incenso per le celebrazioni religiose, e per la lungimiranza dei suoi sovrani; tra questi figura la mitica regina di Saba, citata dalla Sacra Scrittura, che si mette in viaggio per raggiungere re Salomone, il sovrano giudaico la cui fama di monarca sapiente ed equilibrato, è giunta fino a lei spingendola a fargli 
visita per attingere alle sue doti di uomo saggio e giusto. Di questa donna, oltre che nella Bibbia, nel 1° Libro dei Re, troviamo citazioni nel Corano e nel Kebra Nagast, dove si narra del leggendario trasferimento dell’Arca dell’Alleanza in Etiopia. Quindi, come non riconoscere nella regina un punto di convergenza e d’incontro tra culture e religioni differenti, concetti assolutamente attuali negli odierni contesti e quindi il cammino della sovrana etiope che si reca da Salomone identifica come, alla fine, la ricerca di equilibrio, pace e saggezza sia linfa vitale per le vite di tutti noi, denominatore comune di diverse culture, religioni e razze. Ecco quindi il perché questi concetto sono rappresentati dal caduceo, il bastone alato con due serpenti attorcigliati intorno a esso.  I serpenti che si affrontano indicano posizioni opposte, ricondotte all’armonia dalle ali che simboleggiano il primato dell'intelligenza e della sapienza che provengono dall’alto, ponendosi al di sopra delle contese. Il caduceo simboleggia quindi la conciliazione, l’armonia che origina dalla sapienza. Era portato dagli araldi e dagli ambasciatori come simbolo della loro funzione mediatrice ed aveva anche una valenza morale, poiché rappresentava la condotta onesta e sapiente dei sovrani. In questo caso è disegnato in rosso, il colore che rappresenta la fiamma che alimenta da sempre la ricerca della sapienza e della saggezza di cui la regina di Saba è l’impersonificazione. Il libro aperto su cui poggia il caduceo costituisce riferimento alla mamma di Mons. Saba, Caterina: infatti, esso è uno degli attributi che nell’iconografia classica accompagnano la figura della santa patrona della madre dell’Arcivescovo, Santa Caterina da Siena, dottore della Chiesa, frequentemente rappresentata nell’atto di reggere il libro delle Sacre Scritture. Esso è in argento, colore simbolo della trasparenza, quindi della verità e della giustizia, doti che devono sempre corredare lo zelo pastorale del Vescovo mentre l’azzurro dello sfondo simboleggia  tutte le virtù più elevate e, tra quelle spirituali, devozione, fedeltà, castità, giustizia, santità e incorruttibilità; attributi che identificano immediatamente Maria, la Mater Dei , la nostra Madre Celeste. L'azzurro indica quindi la perfezione spirituale di Maria, perfetta discepola di Cristo; è il simbolo del più alto grado di nobiltà della Serva del Signore ed esprime le dimensioni del silenzio, della contemplazione e dell'apertura alla trascendenza. Questo colore, inoltre, vuole anche richiamare le acque del Mediterraneo su cui si affaccia l’arcidiocesi turritana che il Santo Padre Francesco ha affidato alle cure pastorali di Mons. Saba. Il “capo” dello scudo, riprende un  motivo che appare nello stemma comunale di Sassari, la croce d’argento su campo rosso e vuole, quindi, costituire un gesto di omaggio alla città che ospita la sede arcivescovile.
 

domenica 22 gennaio 2017

Roero di Cortanze, fr. Bernardino Ignazio, O.F.M.Cap. (1685-1747), arcivescovo

Fr. Bernardino Ignazio (Pietro Alessandro Francesco)
Roero (o Rotari o Rovèro) di Cortanze
Ordine dei Frati Minori Cappuccini
Ministro provinciale
Arcivescovo di Sassari (1730-1741)
Arcivescovo, Vescovo di Novara (1741-1747)

Blasonatura/descrizione
Di rosso a tre ruote d'argento

02
Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
Cenni biografici e ritratti di padri illustri dell’Ordine Capuccino sublimati alle dignità ecclesiastiche dal 1581 al 1804, Tomo 1, Roma, Bertinelli, 1850, p. 77-80

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
02 Tav. 20 di Cenni biografici... op.cit.


Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2017

Mazzotti, fr. Arcangelo, O.F.M. (1880-1961), arcivescovo

Fr. Arcangelo Mazzotti
Arcivescovo metropolita di Sassari (1931-1961)

Oportet illum regnare

02
Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
01 stemma di Mons. Arcangelo Mazzotti inciso su di un piatto d'argento per uso liturgico esposto presso il Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco in Assisi (© Archivio Fotografico Sacro Convento Assisi)
02 pagina www.facebook.com (Mons. Arcangelo Mazzotti)

Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2017

Atzei, fr. Paolo Maria Virgilio, O.F.M.Conv. (1942- ), vescovo, arcivescovo

Fr. Paolo Mario Virgilio Atzei
Vescovo di Tempio-Ampurias (1993-2004)
Arcivescovo metropolita di Sassari (2004-2017)

In perfecta laetitia servire


Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2017