lunedì 4 dicembre 2017

NN_047

NN_047

ambito territoriale dell'attuale archidiocesi di Rossano-Cariati
seconda metà del XVII sec.

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

sabato 2 dicembre 2017

Tria, Giovanni Andrea (1676-1761), vescovo, arcivescovo

Giovanni Andrea Tria
Vescovo di Cariati e Cerenzia (1720-1726)
Vescovo di Larino (1726-1741)
Arcivescovo titolare di Tiro (1741-1761)

Cavaliere dell'Ordine di San Giacomo


Blasonatura/descrizione
Cervo saliente a destra (o a sinistra) con affianco e di fronte al capo una stella ad otto punte, con una banda orizzontale centrale e cinque montagne alla base

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Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di www.it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di www.francovalente.it
02 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
03 pagina di www.primapaginamolise.it
04 stemma a p. 2 de Prima diocesana synodus Cariatensis, et Gerontinensis [...] celebrato a Cariati nel 1726

Semeraro, Orazio (1906-1991), vescovo, arcivescovo

Orazio Semeraro
Vescovo di Cariati (1957-1967)
Vescovo coadiutore di Brindisi (1967-1975)
Arcivescovo titolare di Faleri (1967-1991)

Semen est verbum Dei

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Agostino, Giuseppe (1928-2014), vescovo, arcivescovo

Giuseppe Agostino
Arcivescovo di Santa Severina (1973-1986)
Vescovo di Crotone (1973-1986)
Vescovo di Cariati (1973-1979)
1° Arcivescovo di Crotone-Santa Severina (1986-1998)
Arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano (1998-2004)

Dilatentur spatia caritatis

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di digilander.libero.it

Marcianò, Santo (1960- ), arcivescovo

Santo Marcianò
Arcivescovo di Rossano-Cariati (2006-2013)
Ordinario militare per l'Italia (2013- )

Magnificat anima mea Dominum

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.ordinariatomilitare.chiesacattolica.it

Lo stemma e il motto sono così presentati nella pagina di www.ordinariatomilitare.chiesacattolica.it
Nello stemma è rappresentata l'immagine del pellicano che nutre i propri figli con il sangue che sgorga dal suo cuore. La simbologia cristologica del pellicano trae origine, in particolare, dall'Adoro te devote, antico canto eucaristico attribuito a San Tommaso d'Aquino, che recita:
«Pie pellicane, Iesu Domine, me immundum munda tuo sanguine; cuius una stilla salvum facere totum mundum quit ab omni scelere».
Le parole di questo canto hanno fatto del pellicano uno dei simboli eucaristici per eccellenza. L'iconografia cristiana, a partire dal Medioevo, ha usato l'immagine del pellicano come allegoria di Cristo che sulla Croce viene trafitto al costato perdendo sangue e acqua fonte di vita per gli uomini. Con questo simbolo, dunque, viene evidenziato il sacrificio di Cristo, la sua totale abnegazione, la sua morte in croce e l'amore del Padre che invia il proprio Figlio a versare il suo sangue per la nostra salvezza. Il Pellicano diventa, perciò, figura della Redenzione operata da Cristo, icona dell'amore, del dono totale di sé, simbolo dell'amore paterno di Dio.
Dante nella Divina Commedia accosta la scena dell'Ultima Cena, dove l'apostolo Giovanni china il capo sul petto del Maestro, con la figura del pellicano: «Questi è colui che giacque sopra'l petto del nostro Pellicano, e Questi fue di su la croce al grande officio eletto» (Divina Commedia, Paradiso, canto XXV, 112-114).
In questo stemma il pellicano è rappresentato in argento, smalto simbolo della trasparenza, della Verità, sottolineando il messaggio di salvezza che il Signore proclama nel rispondere a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6).
Il campo dello scudo è in azzurro, simbolo della incorruttibilità del cielo; rappresenta il distacco dai valori terreni e l'ascesa dell'anima verso Dio.
La croce doppia, arcivescovile (detta anche patriarcale) con due bracci traversi all'asta, in oro, posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo è una croce trifogliata con cinque gemme rosse a simboleggiare le cinque piaghe di Cristo.
Il motto riprende le parole d'inizio del Magnificat (Lc 1, 46) con cui la Vergine, dopo il saluto di Elisabetta, inneggia al Signore.
Il Magnificat (cf Lc 1, 46-55), cantico che si ispira a quello di Anna riportato nell'Antico Testamento (cf 1 Sam. 2, 1-10), è un canto che rivela la spiritualità degli anawim biblici, ossia di quei fedeli che si riconoscevano poveri non solo nel distacco da ogni idolatria della ricchezza e del potere, ma anche nell'umiltà profonda del cuore, spoglio dalla tentazione dell'orgoglio, aperto all'irruzione della grazia divina salvatrice. Tutto il Magnificat è, infatti, marcato da questa umiltà, in greco tapeinosis, che indica una situazione di concreta umiltà e povertà.
L'anima di questa preghiera è la celebrazione della grazia divina che ha fatto irruzione nel cuore e nell'esistenza di Maria, rendendola Madre del Signore. Nelle parole del Magnificat ella non vede il segno della grandezza sua, ma di quella del suo Signore. «L'anima mia megalùnei, magnificat, fa grande il Signore». Maria si annienta di fronte a Dio per cantare la lode della Sua onnipotenza e misericordia.
L'intima struttura del suo canto orante è la lode, il ringraziamento, la gioia riconoscente. La Madonna con questa lode del Signore dà voce a tutte le creature redente che nel suo fiat, e così nella figura di Gesù nato dalla Vergine, trovano la misericordia di Dio.
Nel ricordare le opere divine il canto del Magnificat evidenzia lo stile a cui il Signore della storia ispira il suo comportamento: egli si schiera dalla parte degli ultimi. Il suo è un progetto che è spesso nascosto sotto il terreno opaco delle vicende umane, che vedono trionfare i superbi, i potenti e i ricchi. Eppure la sua forza segreta è destinata alla fine a svelarsi, per mostrare chi sono i veri prediletti di Dio: Coloro che lo temono, fedeli alla sua parola; gli umili, gli affamati, Israele suo servo, ossia la comunità del popolo di Dio che, come Maria, è costituita da coloro che sono poveri, puri e semplici di cuore. E così questo canto ci invita ad associarci a questo piccolo gregge, ad essere realmente membri del Popolo di Dio nella purezza e nella semplicità del cuore, nell'amore di Dio.

Satriano, Giuseppe (1960- ), arcivescovo

Giuseppe Satriano
Arcivescovo di Rossano-Cariati (2014- )

Misericordias Domini cantabo

Blasonatura/descrizione
D'azzurro, alla croce gemmata d'oro, accompagnato nel cantone destro del capo da una stella a otto punte, e in punta tre fasce ondate dello stesso.


Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.amei.biz

Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi)

Congregazione del Santissimo Redentore
Congregatio Sanctissimi Redemptoris

La Congregazione del Santissimo Redentore (C.SS.R.), istituto religioso maschile di diritto pontificio, venne fondata a Scala, presso Amalfi, il 9 novembre 1732 da sant'Alfonso Maria de' Liguori per l'evangelizzazione della gente del popolo e delle campagne; i suoi statuti vennero approvati da papa Benedetto XIV nel 1749.

Riferimenti
pagina di it.wikipedia.org
sito ufficiale

Riferimenti araldici
pagina di www.araldicavaticana.com (Congregazione del S.S. Redentore)

Blasonatura/descrizione
D’azzurro con una Croce latina al naturale piantata su una montagna di tre cime ai cui bracci sono addossate una lancia ed una spugna incrociate; a destra della Croce il monogramma di Gesù (IS) e a sinistra quello di Maria (MA); in alto un occhio raggiante, in oro. Lo scudo è timbrato da una corona di marchese ed è sostenuto da un ramo d’alloro e da un ramo d’ulivo, con la divisa “COPIOSA APUD EUM REDEMPTIO”. 

ambito Italia meridionale, XIX secolo (1819-1862) [002]
Fonti immagini
001 pagina di www.santalfonsoedintorni.it
002 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Maglione, Pietro (1834-1903), vescovo, arcivescovo

Pietro Maglione
Vescovo di Cariati (1874-1876)
Vescovo di Capaccio e Vallo della Lucania (1876-1900)
Arcivescovo titolare di Apro (1900-1903)


Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di www.cilentonotizie.it

Fonti immagini
pagina di www.cilentonotizie.it

NN_046

NN_046

ambito territoriale dell'arcidiocesi di Rossano-Cariati,
secolo XIX

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

venerdì 1 dicembre 2017

Colonna, Pompeo (1479-1532), vescovo, cardinale di S.R.C.

Pompeo Colonna
Vescovo di Rieti (1508-1514; 1528-1529)
Cardinale del titolo dei Santi XII Apostoli (1517-1524)
Amministratore apostolico di Terni (1520)
Amministratore apostolico di Potenza (1521-1526)
Amministratore apostolico di Catania (1523-1524)
Cardinale del titolo di San Lorenzo in Damaso (1524-1532)
Vice-Cancelliere di Santa Romana Chiesa (1524-1526)
Amministratore apostolico di Acerno (1524-1525)
Amministratore apostolico di Rossano (1525)
Amministratore apostolico dell'Aquila (1525-1532)
Amministratore apostolico di Aversa (1529)
Amministratore apostolico di Sarno (1530-1532)
Amministratore apostolico di Monreale (1530-1532)

Viceré di Napoli (1530-1532)


Blasonatura/descrizione
Di rosso, alla colonna d'argento col capitello e la base d'oro, coronata all'antica dello stesso

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it (Dizionario biografico degli italiani)

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Spinelli, Pietro Antonio (1597-1645), arcivescovo

Pietro Antonio Spinelli
Arcivescovo di Rossano (1629-1645)

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.nobili-napoletani.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Papa Urbano VII (Castagna, Giovanni Battista, 1521-1590), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Papa Urbano VII
(Giovanni Battista Castagna)
Arcivescovo di Rossano (1553-1573)
Nunzio apostolico in Spagna (1565-1572)
Nunzio apostolico a Venezia (1573-1577)
Delegato apostolico nelle Fiandre (1578-1579)
Delegato apostolico a Colonia (1578-1579)
Cardinale del titolo di San Marcello (1584-1590)
Vescovo di Roma e Sommo pontefice della Chiesa universale (1590)

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Blasonatura/descrizione
Bandato d'argento e di rosso, col capo dello stesso caricato da una castagna fogliata d'oro e sostenuto da una fascia d'oro.

Riferimenti araldici
pagina di it.wikipedia.it (Armoriale dei papi)
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it (Enciclopedia dei papi)

Fonti immagini
01 pagina di upload.wikimedia.org
02 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
03 pagina di www.casanatese.it (vedi anche pagina dello stesso sito)

Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2020

Magri, Pietro ( -1651), vescovo

Pietro Magri
Vescovo di Policastro (1635-1651)

Soli Deo onor et gloria

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
stemma sul frontespizio dei Decreta et constitutiones dioecesanae synodi Polycastrensis stampati a Roma nel 1738