giovedì 7 marzo 2019

Gonnelli, Salvatore (1737-1801), vescovo

Salvatore Gonnelli
Vescovo di Venosa (1792-1801)

Blasonatura/descrizione

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di www.turionline.it

Accoramboni, Giuseppe (1672-1747), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Giuseppe Accoramboni
Arcivescovo titolare di Filippi (1724-1728)
Arcivescovo, vescovo di Imola (1728-1739)
Cardinale del titolo di Santa Maria in Traspontina (1728-1740)
Cardinale del titolo di Santa Maria in Trastevere (1740-1743)
Cardinale vescovo di Frascati (1743-1747)

01a
02

Blasonatura/descrizione
Di rosso, al grifo tenente colla branca destra una spada e sopportante colla sinistra tre palle, il tutto d' argento

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

martedì 5 marzo 2019

Maggiolo, Paolo (1748-1802), vescovo

Paolo Maggiolo
Vescovo di Albenga (1791-1802)

01a

Blasonatura/descrizione
[?] Di ... al leone di ... coronato di ... tenente con le zampe anteriori un giglio di ..., sul tutto una banda di ... caricata da un ramo con spine di ... con 6 fiori (o foglie) di ...

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

lunedì 4 marzo 2019

Fanelli, Ciro (1964- ), vescovo

Ciro Fanelli
Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa (2017- )

Omnia propter evangelium

Blasonatura/descrizione
Troncato d’azzurro e d’argento: nel primo all’ombra di sole d’oro caricata del trigramma IHS di nero; nel secondo d’argento, al libro aperto al naturale caricato di una fiamma di rosso, alla bordura dello stesso caricata di dodici stelle (7) d’oro.

Lo stemma è così descritto nella pagina di www.webdiocesi.chiesacattolica.it:
Nella parte alta dello stemma campeggia un sole con il trigramma IHS, IESUS HOMINUM SALVATOR, Gesù salvatore degli uomini. Tale simbolo è conosciuto con la dicitura di sole eucaristico in quanto, da sempre, il concetto della luce come identificazione del divino ricorre più volte nella Sacra Scrittura, come nel Benedictus: “…per cui verrà a visitarci un sole dall’alto…” (Lc 1,78). Una concettualità che fin da tempi antichi è ripresa in ambito liturgico attraverso le fattezze dell’ostensorio, sorta di reliquario a forma di sole raggiante, che racchiude l’Ostia consacrata nelle celebrazioni e processioni eucaristiche. A tal proposito è degno di menzione il riferimento al Congresso Eucaristico della Diocesi di Lucera-Troia, diocesi di origine del Vescovo, del 2004. In tale occasione venne effettuato un approfondito studio sugli ostensori custoditi nel museo diocesano e nelle chiese del luogo che sfociò in una dotta pubblicazione a riguardo.
Lo sfondo del sole è azzurro, colore simbolo della incorruttibilità della volta celeste, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.Nella parte bassa dello scudo troviamo il libro del Vangelo aperto su cui poggia una lingua di fuoco: è qui chiaro il riferimento al motto che sintetizza che tutto si incentra nel Vangelo; il Vangelo, la Parola rivelata è lo strumento di salvezza che Gesù annuncia e la fiamma richiama lo Spirito Santo che ravviva in noi la Fede come avvenne il giorno di Pentecoste per gli Apostoli e Maria.
Queste figure poggiano sull’argento, colore simbolo della trasparenza, quindi della Verità e della Giustizia, doti fondamentali che devono corredare quotidianamente lo zelo pastorale del Vescovo.
Lo scudo araldico è racchiuso da una “bordura” rossa, “caricata” con dodici stelle d’oro, chiaro riferimento alla Madonna come identificata nella Donna dell’Apocalisse: “…una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo…” (Ap 12,1).
La bordura è in rosso, il colore della Carità, dell’amore, del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio a versare il proprio sangue. Il martirio sublime di Gesù che ha Maria, la madre del Salvatore, come testimone diretto, una testimonianza su cui si articolerà la Chiesa dei primi Apostoli.

E così più sinteticamente nella pagina di it.wikipedia.org
Lo stemma è diviso in due parti: nella parte alta è presente il sole eucaristico, al centro del quale vi è il Cristogramma IHS, su uno sfondo di colore azzurro, che simboleggia l'incorruttibilità della volta celeste e l'ascesa dell'anima verso Dio; nella parte bassa è presente il libro del Vangelo aperto, sul quale è appoggiata una lingua di fuoco, che si riferiscono rispettivamente alla Parola annunciata da Gesù e allo Spirito Santo. Essi si trovano su uno sfondo argentato, che rappresenta la Verità e la Giustizia, doti importanti per un vescovo. Queste due parti sono chiuse da dodici stelle dorate, simbolo di Maria, su uno sfondo in rosso, colore della Carità e dell'amore.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di it.wikipedia.org

D'Aprile, Filippo (1732-1811), vescovo

Filippo D'Aprile (o d'Aprile o de Aprile)
Vescovo di Teano (1777-1792)
Vescovo di Melfi e Rapolla (1792-1811)

01a

Blasonatura/descrizione
[?] Di ... al leone di ... sostenuto da tre monti di ... in punta e sormontato in capo da tre stelle (8) di ... 

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

domenica 3 marzo 2019

Corigliano, Leopoldo (1759-1825), vescovo

Leopoldo Corigliano
Vescovo di Nardò (1819-1824)

01a

Blasonatura/descrizione
[?] Di ... alla banda di ... caricata di tre cuori di ...

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

martedì 26 febbraio 2019

Guicciardi, Francesco Saverio (1662-1725), vescovo

Francesco Saverio Guicciardi
Vescovo di Narni (1709-1718)
Vescovo di Cesena (1718-1725)

Blasonatura/descrizione

Troncato semipartito: nel 1° d'argento al castello al naturale aperto di nero; nel 2° fasciato di rosso e d'oro e nel 3° sbarrato degli stessi; il capo dell'impero, che è d'oro caricato di un'aquila spiegata e coronata di nero



Interzato in fascia: 1° d’oro all’aquila di nero; 2° d’argento al castello di verde; 3° partito a destra di rosso a due fascie d’oro, a sinistra palato di rosso e d’oro.


Riferimenti araldici
Edoardo Turci - Giulio Zamagni, I vescovi di Cesena e i loro stemmi. Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio, Rimini, Società editrice Il Ponte Vecchio, 2007, pp. 52-53
pagina di www.heraldrysinstitute.com
pagina di servizi.ct2.it (Enciclopedia delle famiglie lombarde)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Papa Pio VIII (Castiglioni, Francesco Saverio Maria Felice, 1761-1830), vescovo, cardinale di S.R.C.

Papa Pio VIII
(Francesco Saverio Maria Felice Castiglioni)
Vescovo di Montalto (1800-1816)
Abate commendatario di Santa Maria in Montesanto (1800-1816)
Vescovo di Cesena (1816-1821)
Cardinale del titolo di Santa Maria in Traspontina (1816-1821)
Penitenziere maggiore (1821-1829)
Cardinale vescovo di Frascati (1821-1829)
Prefetto della Congregazione dell'indice dei libri proibiti (1821-1829)
Vescovo di Roma e Sommo pontefice della Chiesa universale (1829-1830)

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Blasonatura/descrizione
Di rosso, al leone d'argento sorreggente con le branche anteriori una torre d'oro, merlata alla guelfa, chiusa e finestrata di nero

Riferimenti araldiche
pagina di it.wikipedia.org (Armoriale dei papi)
Edoardo Turci - Giulio Zamagni, I vescovi di Cesena e i loro stemmi. Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio, Rimini, Società editrice Il Ponte Vecchio, 2007, pp. 62-63

Riferienti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it (Enciclopedia dei Papi)

Fonti immagini
01 pagina di www.minoritenkirche-wien.info
02 pagina www.numismaticaranieri.it
03 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
05 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
06 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2020

Castellucci, Erio (1960- ), arcivescovo

Erio Castellucci
Arcivescovo metropolita-Abate di Modena-Nonantola (2015- )
Amministratore apostolico di Carpi (2019- )

Adiutores gaudii vestri

Blasonatura/descrizione
Interzato in pergola. Nel primo: troncato fiammeggiato; in a): d’argento alla stella (8) d’azzurro, in b): di rosso pieno; nel secondo: d’azzurro, alla Croce di S. Geminiano d’argento; nel terzo: d’oro al pastorale sovrapposto alla lettera M diaprata e accollato dalla lettera S più piccola (monogramma di S. Mercuriale), il tutto di rosso.

Interpretazione simbolico-teologica dello stemma dalla pagina di gazzettadimodena.gelocal.it
Lo stemma è contraddistinto da uno scudo interzato in pergola, cioè a forma di Y, ed è caratterizzato da simboli che rimandano al cuore delle Comunità cristiane forlivese e modenese. Per la prima la Madonna del Fuoco e san Mercuriale; per la seconda la Croce di san Geminiano. I metalli (oro e argento) e gli smalti (azzurro e rosso) compongono nei loro accostamenti i colori della città di Modena (oro e azzurro) e di quella di Forlì (argento e rosso).
Il tutto è corredato dalle insegne proprie dell’Arcivescovo metropolita: il galero ovvero il cappello verde a tesa larga, con dieci fiocchi pendenti per lato, la croce a due traverse (dignità arcivescovile), il pallio e il cartiglio con il motto Adiutores gaudii vestri.

Motto: Adiutores gaudii vestri

Il motto scelto dal nuovo pastore di Modena-Nonantola, Collaboratori della vostra gioia, è tratto dalla seconda lettera di san Paolo ai Corinti (2 Cor. 2,24), ritenuta dall’arcivescovo eletto Erio come «una delle sintesi più riuscite del ministero». La lettera segue probabilmente momenti di forte tensione sorti fra i cristiani di Corinto e l’apostolo Paolo; il quale, evidenziando il fine del suo ministero e rafforzando paternamente il legame ecclesiale ritrovato, afferma: «Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siate saldi».
Il versetto paolino e il motto ruotano attorno al tema della gioia, lo stesso che introduce le linee programmatiche per il cammino della Chiesa nei prossimi anni indicate da papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium. Gioia che consiste nella consapevolezza del cuore e della mente di sapersi amati da Dio: «il Dio che ha manifestato il suo immenso amore in Cristo morto e risorto». Causa e protagonista principale di questa gioia è Dio-Comunione.

Primo  campo
Il primo campo dello scudo, troncato e fiammeggiato, è contraddistinto da una stella azzurra ad otto punte su fondo argento e rosso: nel suo insieme esprime simbolicamente l’immagine della Madonna del fuoco, patrona della diocesi di Forlì-Bertinoro. Nel febbraio 1428 scampò miracolosamente al devastante incendio che distrusse completamente la scuola in cui era esposta.
La stella azzurra a otto punte è uno dei simboli caratterizzanti l’iconografia mariana. Di derivazione astronomica, esso evoca il pianeta Venere, l’astro più luminoso che precede il sorgere del sole. La consuetudine di raffigurare Venere come una stella a otto punte deriva dalla sua intensa luminosità che con il ciclo delle sue fasi corrispondenti a otto anni terrestri era facilmente associabile al numero 8, simbolo sacro dell’infinito e del femminino. Il cristianesimo reinterpreterà il simbolismo femminile del pianeta Venere facendone un attributo tipicamente mariano. Come il pianeta venere precede e annuncia al termine della notte il sorgere del Sole, così Maria precede e permette l’incarnazione di Dio in Gesù Cristo, Sole di Giustizia.
Il riferimento al disastroso incendio dal quale risultò emergere intatta l’immagine di Maria con il Bambino è rappresentato dal rosso fiammeggiante. Il colore rosso, simbolo di gioia, forza e passione, con il cristianesimo evocherà il sangue versato di Cristo e quindi l’amore gratuito di Dio fatto uomo per l’umanità. La fiamma evoca anche lo Spirito Santo disceso su Maria e gli Apostoli nel giorno di Pentecoste, inaugurando così l’attività missionaria della Chiesa.

Secondo campo
Sul secondo campo, d’azzurro, campeggia la croce di san Geminiano vescovo di Modena. L’azzurro è un inequivocabile rimando agli spazi smisurati del cielo e proprio per la sua origine celeste nel linguaggio religioso di ogni tempo richiama Dio stesso e i desideri più alti dell’uomo. Per l’uomo biblico Dio è il suo cielo, colui che è in grado di adempiere le sue nostalgie e aspirazioni più autentiche. Il cielo rappresenta Dio e in Gesù il Cielo si fa definitivamente prossimo ad ogni uomo manifestando se stesso come Amore stabile e crocefisso. Sulla croce Cristo si lascia inghiottire dall’abisso oscuro della morte per poi uscirne vittorioso nel giorno della resurrezione.
La Croce di san Geminiano richiama la figura e l’azione pastorale del santo vescovo di Modena Geminiano vissuto tra il 343 e il 395 d.C. e riproduce una delle due rinvenute nel 1955 nella tomba del santo Patrono; un’ipotesi suggestiva le riconduce all’abito liturgico posto da Matilde di Canossa sulle reliquie di san Geminiano durante le ricognizioni avvenute nell’anno 1106.

Terzo campo
Il terzo campo è contraddistinto dall’ oro sul quale campeggia il monogramma del vescovo forlivese san Mercuriale. L’oro è il metallo araldico che richiama la regalità. Esso esprime insieme l’inaccessibilità e la gloria di Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. L’oro richiama il fulgore della luce che inaugurò l’evento della creazione (Gn 1,1-4) ma anche quella salvifica che è Cristo stesso: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12).
Il monogramma di san Mercuriale (SM di rosso) è contraddistinto dal pastorale episcopale e riprende quello riscontabile su un capitello del chiostro cinquecentesco adiacente all’omonima basilica.

Lo stemma di   don Erio Castellucci, Arcivescovo Metropolita di Modena – Nonantola è stato ideato, disegnato e blasonato dal grafico araldista Giuseppe Quattrociocchi (www.gqaraldica.it), mentre l’esegesi teologica è stata realizzata da Roberto Ranieri.

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.it

Fonti immagini
pagina di www.gqaraldica.it (per gentile concessione dell'autore Giuseppe Quattrociocchi)

Regattieri, Douglas (1949- ), vescovo

Douglas Regattieri
Vescovo di Cesena-Sarsina (2010- )

Omnibus omnia factus sum

Blasonatura/descrizione
Di  rosso,  alla  banda  d’azzurro filettata d’oro, caricata al centro di una croce patente d’argento, nel capo di un libro del vangelo d’oro e in punta di una stella di otto raggi, dello stesso

Lo stemma ideato da G. Zamagni e disegnato da G. Quattrociocchi, è così descritto nella pagina di chieseinsieme.it:
Lo stemma contiene nella banda azzurra tre simboli: 
– Poiché il Vescovo ha ricevuto l’ordinazione presbiterale il 15  settembre  del  1973,  festa  della  Madonna  Addolorata, ‘serenamente  sofferente,  sotto  la  croce  del  suo  Figlio’  la Vergine è rappresentata da uno dei suoi simboli più noti, la stella, ed è collocata ai piedi della croce di Gesù Cristo.
– La croce è posta al centro dello stemma; è la più antica di Cesena; è in stile ravennate-bizantino probabilmente risalente al IX secolo. È ora collocata nella cripta dell’Abbazia di S. Maria del Monte, erede del primitivo cenobio, realizzato da San Mauro, Vescovo di Cesena.
– Il  libro  del  Vangelo  esprime  l’impegno  dell’amore  del Vescovo alla Parola divina di cui è diventato araldo.

Riferimenti araldici
pagina di chieseinsieme.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.it

Fonti immagini
pagina di www.gqaraldica.it (per gentile concessione dell'autore Giuseppe Quattrociocchi)

Lanfranchi, Antonio (1946-2015), vescovo, arcivescovo

Antonio Lanfranchi
Vescovo di Cesena-Sarsina (2003-2010)
Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola (2010-2015)

Christi simus, non nostri

02

Blasonatura/descrizione
D'azzurro a tre bande d'oro

Riferimenti araldici
Edoardo Turci - Giulio Zamagni, I vescovi di Cesena e i loro stemmi. Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio, Rimini, Società editrice Il Ponte Vecchio, 2007, pp. 94-95

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.it

Fonti immagini
01 pagina di c1.staticflickr.com
02 pagina di www.gqaraldica.it (per gentile concessione dell'autore Giuseppe Quattrociocchi)

Amici, Giuseppe (1901-1977), vescovo, arcivescovo

Giuseppe Amici
Vescovo di Troia (1951-1954)
Vescovo coadiutore di Foggia (1951-1954)
Vescovo di Foggia (1954-1955)
Vescovo di Cesena (1955-1956)
Arcivescovo di Modena (1956-1976)
Arcivescovo emerito di Modena (1976-1977)

Vos autem dixi amicos

Blasonatura/descrizione
Troncato, nel 1° d'azzurro a tre tiare d'oro e d'argento sovrapposte ciascuna a due chiavi poste in decusse, disposte 1,2 e nel 2° di rosso attraversato in fascia da due braccia al naturale con le mani che si stringono

Riferimenti araldici
Edoardo Turci - Giulio Zamagni, I vescovi di Cesena e i loro stemmi. Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio, Rimini, Società editrice Il Ponte Vecchio, 2007, pp. 86-87

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di www.diocesifoggiabovino.it

Fonti immagini
pagina di www.gqaraldica.it (per gentile concessione dell'autore Giuseppe Quattrociocchi)

Gili, Vincenzo (1886-1954), vescovo

Vincenzo Gili
Vescovo di Cesena (1946-1954)

Cavaliere della Corona d'Italia

Florebit sicut lilium

Blasonatura/descrizione
Di rosso a tre gigli d'argento, fioriti dallo stesso stelo. il capo d'azzurro caricato di un sole raggiante posto fra due stelle (5) d'oro

Riferimenti araldici
Edoardo Turci - Giulio Zamagni, I vescovi di Cesena e i loro stemmi. Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio, Rimini, Società editrice Il Ponte Vecchio, 2007, pp. 84-85

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
pagina di www.gqaraldica.it (per gentile concessione dell'autore Giuseppe Quattrociocchi)