giovedì 2 aprile 2020

Meloni, Pietro (1935- ), vescovo

Pietro Meloni
Vescovo di Ampurias e Tempio (1983-1986)
Vescovo di Tempio-Ampurias (1986-1992)
Vescovo di Nuoro (1992-2011)

Gaudium et spes

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Piperni, Giuseppe Antonio (1707-1779), vescovo

Giuseppe Antonio Piperni (o Piperno)
Vescovo di Caiazzo (1754-1779)

02

03

04

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarcy.org

Fonti immagini
01 pagina di www.ilvibonese.it
02 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
03 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
04 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Gambi, Giovanni (1650-1726), vescovo

Giovanni Gambi
Vescovo di Ascoli Piceno (1710-1726)

Blasonatura/descrizione
d'azzurro, alla gamba di carnagione, recisa nella coscia di rosso, col capo del campo, caricato di un crescente volto d'argento, e di tre stelle (6) d'oro, ordinate una stella, crescente, due stelle, sostenuto da una riga d'oro

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Donati, Sigismondo (1552-1641), vescovo

Sigismondo Donati
Vescovo di Venosa (1598-1605)
Vescovo di Ascoli Piceno (1605-1641)
Nunzio apostolico a Venezia (1618-1621)

02

Riferimenti biografici
scheda di www.catholich-hierarchy.org

Fonti immagini 
01 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it
02 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Baroncelli, Emilio (1892-1972), vescovo

Emilio Baroncelli
Vescovo di Veroli (1943-1955)
Vescovo di Recanati (1955-1968)
Vescovo titolare di Monterano (1968-1972)

Per crucem ad lucem

Blasonatura/descrizione
[?] Sbarrato d'argento e di rosso

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org

Fonti immagini
01 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

mercoledì 1 aprile 2020

Diocesi di Recanati e Loreto, poi Recanati-Loreto, poi Recanati

Diocesis Recinetensis et Lauretana

È dibattuta l'origine della diocesi di Recanati che comunque fu eretta  il 22 maggio 1240 da papa Gregorio IX, ricavandone il territorio dalla diocesi di Numana. L'erezione di Recanati era motivata dal fatto che Osimo aveva aderito all'imperatore Federico Barbarossa e ciò aveva indotto il papa a privare dell'onore episcopale la città osimana e di trasferirne i privilegi alla fedele Recanati.
Tuttavia nel 1263 la città aveva aderito al partito del re di Sicilia Manfredi in lotta col papato. Questo spinse papa Urbano IV a sopprimere la diocesi il 27 luglio 1263, annettendone il territorio a quello di Numana. L'anno successivo, il 13 marzo, lo stesso pontefice ripristinò la sede vescovile di Osimo e ribadì la soppressione della diocesi di Recanati. Quando i recanatesi ritornarono all'obbedienza papale, fu loro restituita la diocesi da papa Niccolò IV il 1º dicembre 1289. 
Nella notte fra il 9 ed il 10 dicembre 1294, durante l'episcopato di Salvo, avvenne come riporta la tradizione, la traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto, che allora faceva parte del territorio della diocesi di Recanati.
Nel frattempo la città e le sue autorità amministrative avevano aderito al partito dei ghibellini trovando un valido oppositore nel vescovo Federico, che parteggiava per i guelfi. Papa Giovanni XXII intervenne nel 1320, dapprima scomunicando i responsabili delle violenze contro il vescovo e sottoponendo la città ad interdetto ecclesiastico (1º ottobre) e poi, il 18 novembre, soppresse nuovamente la diocesi di Recanati ed eresse al suo posto quella di Macerata, il cui primo vescovo fu lo stesso Federico, trasferito da Recanati.
La vittoria del partito guelfo su quello ghibellino appianò le discordie e permise nuovamente l'erezione della diocesi di Recanati da parte di papa Innocenzo VI l'8 gennaio 1356; in questa occasione però il pontefice decise di unire aeque principaliter la sede recanatese con quella di Macerata.
Nel 1507 papa Giulio II sottrasse il santuario di Loreto alla giurisdizione del vescovo di Recanati e lo diede in amministrazione ad un governatore pontificio.
Il 7 gennaio 1516 le diocesi di Recanati e di Macerata furono nuovamente divise, anche se per un certo periodo furono amministrate congiuntamente dal cardinale Giovanni Domenico de Cupis. La divisione delle due sedi durò fino al 1571 quando l'unione fu ripristinata.
Il 17 marzo 1586 la diocesi di Recanati fu soppressa e contestualmente fu eretta la diocesi di Loreto, che ne incorporò il territorio. 
Su istanza degli abitanti di Recanati, papa Innocenzo IX decretò con una bolla del 19 dicembre 1591 il ristabilimento della diocesi di Recanati, ma morì il 29 dicembre senza poter dare attuazione alla sua decisione. Così spettò a papa Clemente VIII con una nuova bolla del 9 febbraio 1592 confermare l'erezione della diocesi e stabilirne l'unione aeque principaliter con quella di Loreto.
L'unione durò fino al 15 settembre 1934, quando papa Pio XI soppresse la diocesi di Loreto ed il suo territorio incorporato in quello di Recanati, ad eccezione della basilica lauretana che, in base agli accordi presi con il governo italiano nel 1929, fu data in amministrazione diretta alla Santa Sede; a ricordo dell'antica diocesi ai vescovi di Recanati fu concesso il titolo di Recanati-Loreto. Inoltre la bolla concesse al vescovo Aluigi Cossio l'utilizzo del pallio, già in uso in precedenza ai vescovi di Loreto, nel territorio della propria diocesi.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Ordinari di Recanati e Loreto

1592-1613: Benzoni, Rutilio
1613-1620: Galamini, Agostino, O.P.
1621-1634: Roma, Giulio
1634-1661: Panici, Amico

1666-1675: Cordella, Giacinto
1676-1682: Crescenzi, Alessandro, C.R.S.
1682-1689: Guarnieri, Guarnerio
1690-1692: Ferretti, Raimondo
1693-1727: Gherardi, Lorenzo
1727-1728: Bussi, Benedetto
1728-1746: Muscettola, Vincenzo Antonio Maria
1746-1749: Campagnoli, Giovanni Battista
1767-1787: Vecchioni, Ciriaco

1800-1806: Paoli, Felice
1807-1831: Bellini, Stefano
1855-1861: Magnani, Giovanni Francesco

1863-1867: Cardoni, Giuseppe
1867-1897: Gallucci, Tommaso
1898-1903: Giustini, Guglielmo
1903-1911: Ranuzzi de' Bianchi, Vittorio Amedeo
1911-1923: Andreoli, Alfonso
-1922-1926: Leopardi, Monalduzio, coadiutore
1923-1934: Cossio, Aluigi

Ordinari di Recanati(-Loreto), poi di Recanati

1934-1955: Cossio, Aluigi
1955-1968: Baroncelli, Emilio

1976-1985: Carboni, Francesco Tarcisio

Comastri, Angelo (1943- ), vescovo, arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Angelo Comastri
Vescovo di Massa Marittima-Piombino (1990-1994)
Arcivescovo, Prelato di Loreto (1996-2005)
Delegato pontificio per il Santuario Lauretano (1996-2005)
Vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e per le Ville Pontificie di Castel Gandolfo (2005- )
Presidente della Fabbrica di San Pietro (2005- )
Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano (2006- )
Cardinale della diaconia di San Salvatore in Lauro (2007- titolo pro hac vice dal 2018)

Deus charitas est

02

03

Blasonatura/descrizione

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01-02 pagina di www.araldicavaticana.com

Sabattani, Aurelio (1912-2003) arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Aurelio Sabattani
Arcivescovo titolare di Giustiniana Prima (1965-1983)
Prelato di Loreto (1965-1971)
Amministratore apostolico di Cingoli (1968-1969)
Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (1971-1982)
Pro-prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (1982-1983)
Cardinale della diaconia di Sant'Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine (1983-2003, titolo pro illa vice dal 1993)
Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (1983-1988)

Radicatus in caritate

Blasonatura/descrizione
[?] D'argento al pino d'Italia al naturale stradicato, col capo di rosso alle tre stelle (6)

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 pagina di commons.wikimedia.org

Malchiodi, Gaetano (1878-1965), vescovo, arcivescovo

Gaetano Luigi Carlo Malchiodi
Vescovo titolare di Cana (1935-1960)
Vicario dell'Amministrazione pontificia di Loreto (1935-1960)
Arcivescovo titolare di Amasea (1960-1965)

Ignita virtute rubet

Blasonatura/descrizione
[?] Troncato: nel 1° d'argento al chiodo dalla punta rovente attorno al quale si snoda a svolazzo il nastro con il motto "Ignita virtute rubet"; nel 2° di azzurro a sei fiamme di rosso poste in posizione 3,3

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
01 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Borgongini Duca, Francesco (1884-1954), arcivescovo, cardinale di S.R.C.

Francesco Borgongini Duca
Arcivescovo titolare di Eraclea di Europa (1929-1953)
Nunzio apostolico in Italia (1929-1953)
Amministratore pontificio della Basilica di San Paolo (1933-1954)
Delegato pontificio per il Santuario Lauretano (1934-1954)
Cardinale del titolo di Santa Maria in Vallicella (1953-1954)

Cana fides

02

Blasonatura/descrizione
[?] D'azzurro alla fede d'argento accompagnata in capo da due stelle (8) d'oro e in punta da un giglio dello stesso

d'azzurro alla fede d'argento fra due stelle d'oro di otto raggi in capo e un giglio dello stesso in punta

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
pagina di www.treccani.it (Dizionario biografico degli italiani)

Fonti immagini
pagina di www.araldicavaticana.com

Benzoni, Rutilio (1542-1613), vescovo

Rutilio Benzoni
Vescovo di Loreto (1586-1592)
Vescovo di Recanati e Loreto (1592-1613)

01a

Blasonatura/descrizione
spaccato: nel 1° d'oro al levriere corrente di nero col nastro rosso al collo; nel 2° vaiato, appuntato di quattro file

Riferimenti araldici
pagina di www.cognomix.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di www.treccani.it (Dizionario biografico degli italiani)

Fonti immagini
01 scheda di www.beweb.chiesacattolica.it

Prelatura territoriale di Loreto, già diocesi

Praelatura territorialis ab Alma Domo Lauretana

La prelatura territoriale di Loreto è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo appartenente alla regione ecclesiastica Marche.
Fino al 1586 Loreto faceva parte del territorio della diocesi di Recanati. Il luogo crebbe d'importanza dopo che, secondo la tradizione, nella notte fra il 9 ed il 10 dicembre 1294, durante l'episcopato di Salvo, avvenne la traslazione delle reliquie della Santa Casa di Nazareth nella cittadina marchigiana.
Il 17 marzo 1586 papa Sisto V elevò Loreto al grado di città e diocesi e soppresse la diocesi di Recanati. Il 9 febbraio 1592 la diocesi di Recanati fu ristabilita da papa Clemente VIII ed unita aeque principaliter a quella di Loreto.
Il 15 settembre 1934 papa Pio XI, dando attuazione al concordato del 1929, soppresse la cattedra vescovile di Loreto, incorporando il suo territorio in quello di Recanati, ad eccezione del santuario lauretano che fu posto sotto la diretta autorità della Santa Sede.
L'11 ottobre 1935 venne estesa la giurisdizione dell'Amministratore Pontificio al territorio della città di Loreto. Due sono stati gli amministratori pontifici: Francesco Borgongini Duca e Primo Principi, entrambi residenti in Roma, rappresentati a Loreto da due vicari, Gaetano Malchiodi (1935-1960) ed Angelo Prinetto, (1961-1965).
Infine, il 24 giugno 1965, papa Paolo VI soppresse l'Amministrazione Pontificia e creò la Delegazione Pontificia per il Santuario di Loreto e la Prelatura della Santa Casa, istituendo nello stesso tempo la cattedra vescovile nella basilica.
L'11 marzo 2000 la prelatura, fino allora immediatamente soggetta alla Santa Sede, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Riferimenti
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org
sito ufficiale

Ordinari della diocesi

1586        : Cantucci, Francesco
1586-1592: Benzoni, Rutilio

Amministratori pontifici

- 1935-1960: Malchiodi, Gaetano, vicario
1956-1965: Principi, Primo
- 1961-1965: Prinetto, Angelo, vicario

Prelati

1965-1971: Sabattani, Aurelio
1971-1988: Capovilla, Loris
1988-1996: Macchi, Pasquale
1996-2005: Comastri, Angelo
2005-2007: Danzi, Giovanni
2007-2017: Tonucci, Giovanni
2017-       : Dal Cin, Fabio

Dal Cin, Fabio (1965- ), arcivescovo

Fabio Dal Cin
Arcivescovo, Prelato di Loreto (2017- )
Delegato pontificio per il Santuario Lauretano (2017- )
Delegato pontificio per la Basilica di Sant'Antonio in Padova (2017- )

In te Domine speravi

Blasonatura/descrizione
D’oro cappato d’azzurro, all’àncora a tre marre di nero, cordata di rosso, posta in banda; la cappa destra alla stella (7) d’argento; la cappa sinistra al giglio dello stesso

Il motto e lo stemma sono così presentati nella pagina di www.prelaturaloreto.it:
Per il proprio motto episcopale l’Arcivescovo Dal Cin ha scelto queste parole tratte dal Salmo 31: ”In te Domine speravi, non confundar in aeternum, in iustitia tua libera me.”- “In te Signore mi sono rifugiato, mai sarò deluso; per la tua giustizia salvami”.
Interpretazione
L’ornamento esterno allo scudo, caratterizzante lo stemma di un Arcivescovo, oltre ai venti fiocchi verdi, è la croce astile arcivescovile.
Tale croce, detta anche “patriarcale”, a due bracci traversi, identifica appunto la dignità arcivescovile: infatti, nel XV secolo, essa fu adottata dai Patriarchi e, poco dopo, dagli Arcivescovi.
Alcuni studiosi ritengono che il primo braccio traverso, quello più corto, volesse richiamare il cartello con l’iscrizione “INRI”, posto sulla croce al momento della crocifissione di Gesù.
Nel lembo destro della cappa (va ricordato che “destra” e “sinistra” in araldica sono invertite rispetto a chi guarda in quanto tali posizioni sono riferite, per storica tradizione, alla destra e alla sinistra di chi regge lo scudo davanti a sé) è posta una stella, classico simbolo mariano tratto dalle Litanie Lauretane (Stella matutina); è evidente il richiamo alla Vergine Immacolata, nella cui festa liturgica Mons. Dal Cin ha ricevuto l’ordinazione presbiterale, e al Santuario della Santa Casa di Loreto.
Sant’Antonio da Padova è il titolo della Parrocchia d’origine di Don Fabio, Sarmede, e ricorda altresì la Basilica del Santo dove Mons. Dal Cin è chiamato ad essere il Delegato pontificio. Il Santo dei Miracoli nell’iconografia viene sempre rappresentato nell’atto di reggere dei gigli che ne sono quindi divenuti il simbolo. Ecco il motivo per cui, nella parte sinistra della cappa troviamo un giglio in foggia araldica, conosciuto come fleur de lys.
Nella parte centrale dello scudo campeggia un’àncora, da sempre simbolo della Speranza cristiana, la speranza nella vita futura promessa da Dio e la si trova citata nella Lettera agli Ebrei: “Nella speranza infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita…” (Eb 6,19)
L’ancora è qui rappresentata nella foggia di quella dello stemma di San Pio X, il Papa che proveniva dalla marca trevigiana, terra di origine anche di Mons. Dal Cin e ciò vuole costituire un omaggio alla memoria del Santo Pontefice veneto.
Il colore della campitura principale dello scudo è l’oro, il primo tra i metalli preziosi, simbolo quindi della prima delle virtù teologali, la Fede. Il rosso della fune rappresenta la virtù della Carità per la quale si ama Dio e il prossimo fino al martirio. Sono perciò richiamate le tre virtù teologali: fede, speranza e carità.
L’azzurro delle cappe simboleggia l’ascesa dell’anima verso Dio, quindi il cammino delle virtù che si innalzano sulle cose di questa terra verso l’incorruttibilità della volta celeste.

Riferimenti araldici
pagina di www.prelaturaloreto.it

Riferimenti biografici
scheda di www.catholic-hierarchy.org
pagina di it.wikipedia.org

Fonti immagini
pagina di www.prelaturaloreto.it